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sabato, dicembre 15, 2012
FILM “AMEN.” DI COSTANTIN COSTA GAVRAS. IMPERDIBILE.
Amen. è un film del 2002 diretto da Constantin
Costa-Gavras. Girato tra Germania, Francia e Romania, il film è basato sull’opera
di Rolf Hochhuth del 1963 Il Vicario (difficile da reperire in
Italia). Il segno di interpunzione (il punto) fa parte del titolo; amen è una
parola di origine ebraica che significa “così sia”. Nella versione in lingua
tedesca il film è stato distribuito con il titolo Der Stellvertreter (in italiano Il Vicario).
Sono
presi in esame i rapporti tra il Vaticano e il nazismo in Germania. Il personaggio
centrale è Kurt Gerstein, membro dell’Istituto d’Igiene delle Waffen-SS che
rimane impressionato per ciò che vede ispezionando un campo di sterminio. Oltre
a ciò, rimane ulteriormente scioccato quando apprende che il processo di
depurazione dell'acqua dai parassiti che egli aveva ideato per le truppe che
combattevano al fronte, processo che faceva uso dello Zyklon B, viene usato per uccidere i detenuti dei campi nelle
camere a gas. Gerstein cerca di far sapere questi fatti al papa Pio XII, ma
trova subito una forte chiusura da parte della gerarchia cattolica. L'unica
persona che lo aiuta è Riccardo Fontana, un giovane prete gesuita. Kurt
Gerstein è storicamente esistito, ma il film tratta di vicende non accadute
(non è esistito, ad esempio, il prete Fontana).
Controversie
Oltre
alle stesse critiche che hanno accompagnato il testo teatrale Il Vicario del
1963 per le responsabilità della Chiesa cattolica nei confronti dell'eccidio
nazista, responsabilità di non aver pubblicamente denunciato ciò che si supponeva
stesse accadendo nei campi di concentramento, il film ha creato ulteriori
controversie per il simbolo usato per la locandina (realizzato dal fotografo italiano
Oliviero Toscani consistente in una croce che si allunga diventando una
svastica, o al contrario una svastica che si allunga divenendo una croce.
Luogo
di produzione
Non
avendo ottenuto l'autorizzazione della Santa Sede per girare le scene nei suoi
palazzi, li si è sostituiti con il palazzo sede nel Palazzo del Parlamento a
Bucarest.
Fonte:
OLOCAUSTO:
IL SILENZIO DEL VATICANO
di Giancarlo Zappoli
Seconda
guerra mondiale: Kurt Gerstein, un chimico ufficiale delle SS realmente
esistito, scopre che lo Zyclon B, da lui realizzato per le disinfestazioni, viene
utilizzato per eliminare gli ebrei. Sconvolto da questa rivelazione ed essendo
profondamente religioso cerca un contatto negli ambienti della Chiesa Cattolica
perché lo sterminio venga fermato. Conosce così il giovane gesuita padre
Riccardo che è ben introdotto in ambito vaticano. La speranza sta nella parola
del Papa che denunci l'abominio. Ma Pio XII, per salvare i cattolici di Austria
e Germania, deciderà di tacere. Ispirato al libro Il Vicario che fece scandalo
al momento della sua pubblicazione, il film di Costa Gavras vuole
esplicitamente riaprire ferite mai del tutto rimarginate. A partire dal
manifesto (realizzato da Toscani) che mostra una croce che si distorce in
svastica. Di acqua ne è passata da allora sotto i ponti del Tevere ma il
silenzio papale pesa ancora come un macigno. Sul piano visivo lo stile è quello
di una fiction per la tv.
Fonte:
Etichette: Amen, chiesa cattolica, Constantin Costa-Gavras, ennio montesi, Il Vaticano ha invaso l'Italia, Il Vicario, Olocausto nazista, Rolf Hochhuth, stato del vaticano, Zyklon B
# posted by iodio @ 08:39

domenica, settembre 30, 2012
IL CASO SALLUSTI di Luigi Tosti
Dal magistrato Luigi Tosti riceviamo e pubblichiamo.
di Luigi Tosti
L'indignazione plebiscitaria e la solidarietà trasversale che è stata tributata a Sallusti da pressoché tutti i giornalisti italiani (cito Marco Travaglio, Enrico Mentana etc.), da tutti i cosiddetti "politici" italiani e dai gerarchi della Chiesa cattolica, e che ha addirittura provocato l’interferenza del presidente Napolitano sui giudici della Cassazione penale al fine di influenzarne la decisione pro-Sallusti, dimostrano (semmai ce ne fosse ancora bisogno) che l'Italia è una repubblica della banane nella quale non vige né la legalità né il principio dell'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Sallusti non è stato condannato perché ha manifestato liberamente la propria opinione -come falsamente si vuole far credere da tutti questi soggetti- ma perché ha diffuso notizie FALSE e diffamatorie sul conto di un giudice e di altri soggetti. Diffondere sulla stampa la notizia che il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e i giornalisti Marco Travaglio ed Enrico Mentana hanno adescato dei bambini e li hanno poi sodomizzati non significa esercitare il diritto di libertà di pensiero e di opinione, ma diffondere notizie FALSE e diffamanti sul conto di persone innocenti. Trovo vergognoso che il Presidente Napolitano, la corporazione dei giornalisti e l'egregia corporazione dei nostri stimatissimi politici si siano fatti paladini di un criminale, privilegiandolo ai danni di coloro che sono stati vittime di quel criminale. Soggiungo anche che questo atto criminale è stato compiuto con l'usuale e proditoria vigliaccheria di chi non ha neppure il coraggio delle proprie azioni: l'articolo diffamatorio pubblicato da Libero è stato infatti sottoscritto con uno pseudonimo, al fine manifesto di assicurare l'impunità al criminale autore. E questo è avvenuto grazie alla fattiva collaborazione, alla complicità e all'omertosa copertura da parte del Sallusti, che si è ben guardato dal rivelare alla magistratura e alle vittime della diffamazione chi fosse l'autore del pezzo criminale. Trovo vergognoso che il Governo, i giornalisti e i politici denuncino l’eccessiva repressività del codice penale, addebitandola al ministro fascista Rocco, solo perché oggi è stato condannato il Sallusti, ma che nulla abbiano fatto per le centinaia di migliaia di giornalisti, meno blasonati, che negli ultimi 80 anni hanno subito identiche condanne per lo stesso reato.
Trovo vergognoso e squallido che ci si indigni per le condanne inflitte a delinquenti del calibro del Sallusti, che in realtà ha diffamato persone in carne ed ossa, provocando loro sofferenze morali e fisiche, e non ci si indigni, invece, per le condanne che sono state inflitte e che seguitano ad essere inflitte a coloro che non diffamano persone in carne in ossa ma si limitano ad esprimere delle critiche satiriche contro astratte ideologie religiose. Ricordo che nella Repubblica pontificia italiana vengono ancor oggi puniti, grazie all’imposizione ideologica del Papa e della Chiesa cattolica, sia la “bestemmia” -ovverosia i vaniloqui contro soggetti, non meglio identificati, che con ostinazione si seguitano a chiamare “Dei”- sia il “vilipendio della religione”, cioè le critiche che vengono mosse contro le più strampalate credulonerie, contro le truffe e le falsità che sono state inventate, di sana pianta, da sciamani impostori vissuti duemila anni fa e che tutt’oggi teorizzano l'esistenza dell'aria fritta e di altre astruse amenità come i diavoli, i paradisi, gli inferni, i giudizi universali, i profeti, i miracoli, gli angeli, le resurrezioni e gli accoppiamenti degli dei con primati dell’ homo sapiens, rigorosamente vergini e sposate, per generare pargoli divini da inchiodare sulle croci per salvare non si sa da che cosa l’intera specie umana. Stranamente nessuno si indigna per queste condanne penali inflitte ai danni di chi critica e denuncia l’abuso della credulità popolare da parte di questi sciamani: condanne penali che non hanno nulla di diverso rispetto ai roghi inflitti dai criminali gerarchi della Chiesa cattolica ai danni degli eretici e dei liberi pensatori e che, tutt’oggi, vengono tranquillamente inflitte in altre parti del mondo dagli islamici e da altri fanatici adepti di sette religiose ai danni dei liberi pensatori e degli atei. E' squisitamente vergognoso che i credenti possano impunemente offendere il Darwinismo, l'Ateismo, il Relativismo e che i Darwinisti, i Relativisti e gli Atei non possano fare altrettanto nei confronti delle ideologie religiose.
La libertà di stampa, la libertà di pensiero e la libertà di espressione sono le colonne portanti della democrazia; esse sono insostituibili per ogni stato che voglia garantire la convivenza civile. La diffamazione a mezzo stampa è l’unica che può distruggere e screditare la libertà d’espressione e, con essa, la facoltà di partecipare alla vita pubblica attraverso la penna e l’opinione dei cittadini. La condanna di Sallusti, in quanto non informatore ma diffamatore, è stato un atto di sacrosanta difesa di tutti coloro che credono nella libertà d’espressione.
Luigi Tosti
Fonte:
Etichette: Alessandro Sallusti, Benito Mussolini, chiesa cattolica, ennio montesi, fascismo, giornafascisti, luigi tosti, Ordine dei Giornalisti, stato dittatoriale cattolico-fascista del vaticano, Veritare
# posted by iodio @ 12:02

lunedì, maggio 02, 2011
PRETI CON PROBLEMI DI MENTE, DI CAZZO, DI FICA E DI CULO

I preti sono povere persone gravemente disturbate con seri problemi mentali di schizofrenia, problemi sessuali, problemi di cazzo, problemi di fica, problemi di culo e problemi di abusi sessuali sui bambini e sulle bambine. Problemi gravissimi, insomma, che i preti hanno riversato copiosamente dentro alla dottrina fondamentalista, aberrante, schifosa e criminale denominata cattolicesimo propagandata dagli adepti della terrorizzante setta oltranzista della Chiesa cattolica, senza tuttavia riuscire ovviamente a risolvere i loro problemi di salute mentale, ma accrescendoli a dismisura e diffondendoli verso altre persone ignare. Spesso i preti soffrono di gravi allucinazioni mentali patologiche e paranoiche vedendo personaggi inesistenti e mostri con corna che buttano fuoco dalla bocca o mostri con fattezze fantasiose, personaggi immaginari che vivono solo nella loro mente malata, personaggi immaginari che tuttavia temono e di cui hanno tremenda paura. Se le persone non riescono a vedere tali personaggi di fantasia, i preti si incazzano diventando ancora di più nevrastenici e paranoici oltre che molto pericolosi, aggressivi e spesso vendicativi. L’Ordine Mondiale per la Sanità ha già sottolineato in maniera chiara e diffusa della gravità di casi patologici analoghi indicando le terapie di cura psichiatriche da applicare a tali malati mentali. Un tempo i preti torturavano ed uccidevano chiunque non fosse in accordo con le loro allucinazioni mentali. Spesso le turbe psichiche e psicolabili dei preti si manifestano ancora oggi con azioni pubbliche paranoiche, rivoltanti e vomitevoli come quella di tirare fuori dalle tombe e dalle casse da morto i cadaveri umani per portali poi a spasso tra la gente, cantando e farfugliando nenie farneticanti, mostrando corpi di morti putrefatti, spesso facendoli a pezzi, riducendoli in brandelli di carni umane e frantumando le ossa umane. Essendo i preti molto numerosi, pieni di soldi e posizionati nei palazzi del potere e nella società, la loro gravissima, contagiosa ed insidiosa malattia mentale schizofrenica non viene percepita dalla società (che dovrebbe essere civile) come vera patologia psichiatrica, ma piuttosto come un pittoresco ed eccentrico comportamento anomalo e bizzarro. Come si usa con i deficienti che quando dicono o fanno cose insensate, i presenti li assecondano con un sorriso sapendo che hanno a che fare con un povero deficiente, lo stesso sistema riprovevole ed ipocrita usa la società verso i preti malati mentali, assecondandoli. Ecco perché i preti hanno bisogno di essere curati nelle migliori cliniche psichiatriche e seguiti da bravi medici psichiatrici specializzati nella loro patologia mentale. Nei casi più gravi di preti disturbati mentali, come prescrive la legge italiana, è indispensabile somministrare loro il TSO, Trattamento Sanitario Obbligatorio a tutela della loro salute e/o della salute e della incolumità pubblica. Nel caso in cui la società non intervenga dovrà assumersi tutte le responsabilità per avere abbandonato i poveri malati mentali lasciandoli a se stessi. Ennio Montesi http://raccontipernonimpazzire.blogspot.com/ “Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”. Joseph Pulitzer, Fondatore Premio Pulitzer Etichette: cattolicesimo, chiesa cattolica, cristianesimo, ennio montesi, mursia editore, racconti per non impazzire, stato del vaticano
# posted by iodio @ 13:33

SUI GERARCHI CATTOLICI-FASCISTI DELLO STATO DITTATORIALE E FONDAMENTALISTA DEL VATICANO
mercoledì, aprile 20, 2011
CRIMINE DELLA SETTA FONDAMENTALISTA DELLA CHIESA CATTOLICA
 «Ho combattuto ed è tanto: ritenni di poter vincere... ma natura e sorte studio e sforzi repressero. Ma è già qualcosa essere sceso in lotta, poiché vedo che in mano al fato è la vittoria. Fu in me quanto era possibile e che nessun venturo secolo potrà negarmi: ciò che di proprio un vincitore poteva dare; non aver avuto timore della morte, non essersi sottomesso, fermo il viso, a nessuno che mi fosse simile; aver preferito morte coraggiosa a vita pusillanime.» Giordano Bruno (Nola 1548 – Roma 1600), bruciato vivo, assassinato dai preti, vescovi, cardinali e papa della setta fondamentalista della Chiesa cattolica. ***** Proposta da Ennio Montesi http://raccontipernonimpazzire.blogspot.com/ “Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”. Joseph Pulitzer, Fondatore Premio Pulitzer
Nella foto: Gerarchi cattolici-fascisti della setta fondamentalista della Chiesa cattolica e dello Stato dittatoriale del Vaticano. Etichette: chiesa cattolica, ennio montesi, giordano bruno, mursia editore, racconti per non impazzire, stato del vaticano
# posted by iodio @ 13:40

venerdì, marzo 11, 2011
COME FARE A MENO DI DIO E VIVERE LIBERI – Saggi e interviste sulla libertà di pensiero di Riccardo Zanello
 Libro a cura di Riccardo Zanello - Coniglio Editore Dio non c’è... o almeno non ve ne sono le prove. 29 interviste approfondite di atei, agnostici e non credenti italiani. Uno spaccato della minoranza più consistente in materia religiosa del nostro Paese, eppure la più ignorata e la più contrastata. Questo libro vuole dare la parola a un “campione” di atei e non credenti, famosi o anonimi, di categoria e provenienza. Vuole evidenziare che gli atei non sono i mangiapreti dalla vita dissoluta e senza princìpi che spesso si vuole far credere: dal magistrato Luigi Tosti, al vignettista Sergio Staino, allo scrittore Ennio Montesi, all’attore Tullio Solenghi, politici, studiosi, studenti, creativi e operai, testimoniano che non hanno la presunzione della verità assoluta, che sono informati e documentati proprio sulla storia delle religioni e che sono anche pieni di dubbi, dubbi costruttivi, che aprono la mente, e che hanno una sola, grande certezza in cui credere: la libertà di pensiero. All’ateo José «Mi sono sempre considerato un ateo tranquillo perché l’ateismo come militanza pubblica mi sembrava qualcosa di inutile, ma ora sto cambiando idea. Alle insolenze reazionarie della Chiesa Cattolica bisogna rispondere con l’insolenza dell’intelligenza viva, del buon senso, della parola responsabile. Non possiamo permettere che la verità venga offesa ogni giorno dai presunti rappresentati di Dio in terra ai quali in realtà interessa solo il potere.» José de Sousa Saramago, 14 ottobre 2009, Premio Nobel per la Letteratura nel 1998 Scheda del libro Titolo: COME FARE A MENO DI DIO E VIVERE LIBERI – Saggi e interviste sulla libertà di pensiero A cura di: Riccardo Zanello Editore: Coniglio Editore www.coniglioeditore.it Collana: Fuori dal tempio Pagine: 240, brossura Prezzo: 14,50 euro EAN: 9788860632609
Etichette: agnosticismo, ateismo, chiesa cattolica, COME FARE A MENO DI DIO E VIVERE LIBERI, coniglio editore, ennio montesi, luigi tosti, riccardo zanello, sergio staino, tullio solenghi
# posted by iodio @ 19:13

sabato, febbraio 12, 2011
JESI (Ancona) - Sabato 26 Febbraio 2011 ore 18 Presentazione Libro: ITALY, VATICAN STATE di Michele Martelli - Fazi Editore
 Sarà presente l’Autore MICHELE MARTELLI
Presenta ENNIO MONTESI
«Senza la laicità, la democrazia è una scatola vuota.» Michele Martelli
Sabato 26 Febbraio 2011 - ore 18,00 JESI (Ancona) - corso Matteotti 19 Palazzo dei Convegni Ingresso libero In collaborazione con: Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” – FAI di Jesi Libreria Itaca di Jesi Fazi Editore
Michele Martelli ITALY, VATICAN STATE Nell’attuale disputa sulla questione morale che vede i detentori di verità assolute asserviti alla Ragion di Stato (vaticana), il libro denuncia la millenaria ambiguità della Chiesa di Roma, fautrice di una morale a corrente alternata, tenacemente impegnata a maneggiare le chiavi del potere mentre promette quelle del Paradiso. In costante crescita è l’ingerenza del Vaticano nella sfera pubblica e il proposito di imporre il suo imprimatur alle istituzioni di ogni ordine e grado, al punto che persino il rifiuto dell’UE di menzionare nella Costituzione europea le «radici cristiane», ripetutamente rivendicate dai due pontefici Wojtyla e Ratzinger, sarebbe il segno della perdita da parte del continente della propria identità. Nell’indagare queste pressioni l’autore spiega come nei secoli l’affermazione in Occidente della moderna concezione laica e democratica dello Stato abbia coinciso con la manifesta e incessante opposizione delle gerarchie cattoliche. Dalla sovranità popolare alla separazione dei poteri, dallo Stato di diritto al principio di tolleranza fino alla libertà della scienza: la modernità in Europa ha emarginato le pretese teocratiche della Chiesa di Roma. Nell’analizzare più da vicino il caso italiano e i rapporti tra Stato e Vaticano, con il brillante espediente narrativo di riscrivere alcuni articoli della Costituzione del 1948 seguendone dogmi e i precetti cattolici, Martelli dimostra come l’assenza di laicità e il trionfo delle strategie clericali e confessionali trasformerebbero la democrazia italiana nella più fondamentalista delle autocrazie. Scheda del Libro autore: MICHELE MARTELLI titolo: ITALY, VATICAN STATE prefazione: Ferruccio Pinotti editore: Fazi Editore collana: non-fiction pagine: 222 codice isbn: 978-88-6411-089-9 Riferimento: www.fazieditore.it/Libro.aspx?id=1032 MICHELE MARTELLI è un filosofo e saggista italiano laureatosi in filosofia nel 1964, ha partecipato a lungo alla lotta politica in formazioni marxiste nate a cavallo del Sessantotto. Diventato docente nell’Università di Urbino negli anni Settanta, ha insegnato, tra l’altro, Filosofia della storia. Attualmente è docente di Filosofia morale e direttore del master interfacoltà «Management etico e Governance delle Organizzazioni». Collabora con MicroMega (rivista). Pensiero Nel passato i suoi studi si sono concentrati sul pensiero di Nietzsche, Gramsci, e di numerosi autori del Novecento, affrontando alcune tra le più dibattute vicende e problematiche filosofico-politiche dell'ultimo secolo. Negli ultimi anni si è occupato di temi di forte attualità, elaborando l’idea di una filosofia volta ad una critica radicale del dogmatismo e del fondamentalismo religioso e in generale di ogni forma di assolutismo che minacci la libertà di pensiero, i diritti civili, le istituzioni democratiche e la pace tra i popoli. Il suo attuale impegno di saggista è rivolto in particolare alla difesa della laicità, contro l’interventismo politico delle gerarchie ecclesiastiche e vaticane. Libri Italy, Vatican State, Fazi editore, 2010 Quando Dio entra in politica, Fazi editore, 2008. Senza dogmi. L'antifilosofia di Papa Ratzinger, Editori riuniti, 2007. Teologia del terrore. Filosofia, religione, politica dopo l'11 settembre, Manifestolibri, 2006 (nuova edizione economica 2008). Il secolo del male. Riflessioni sul Novecento, Manifestolibri, 2004. Etica e storia, La città del sole, 2001. I filosofi e l'Urss, La città del sole, 1999. Gramsci filosofo della politica, Unicopli, 1996. Nietzsche inattuale, Quattroventi, 1989. Filosofia e società nel giovane Nietzsche, Quattroventi, 1983
ENNIO MONTESI ha pubblicato con Mursia Editore “Racconti per non impazzire”. È autore di romanzi e soggetti per la televisione e il cinema, ed è fondatore, insieme a Luigi Cascioli, di Axteismo, movimento internazionale di libero pensiero, che concentra studiosi, cristologi laici, ricercatori, magistrati, scrittori e persone che non accettano imposizioni e influenze religiose. Nel novembre 2010 Ennio Montesi ha richiesto ufficialmente asilo politico al primo ministro della Svezia poiché i governi italiani, andando contro la Costituzione della Repubblica Italiana, impongono nei luoghi pubblici il simbolo del “crocifisso”. Riferimento: http://raccontipernonimpazzire.blogspot.com/
Puoi collaborare all’evento riportando questa notizia sulla tua bacheca FB e diffondendola tra gli amici. Etichette: chiesa cattolica, cricifisso, ennio montesi, fazi editore, ferruccio pinotti, italy vatican state, michele martelli, mursia editore, racconti per non impazzire, stato del vaticano
# posted by iodio @ 11:30

venerdì, febbraio 04, 2011
“NEL MIRINO” DELLA LEGA NORD LO SCRITTORE ATEO ENNIO MONTESI
 La Lega Nord delle Marche manifesta contro Montesi in quanto “non cattolico” ed egli presenta esposto alla Procura della Repubblica per ipotesi di reato di discriminazione religiosa e razzismo. Ancona – «Non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca un partito politico ad obbligare una persona imponendogli di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio” oppure imponendogli di credere al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure al personaggio di fantasia denominato “Uomo Ragno” oppure ai personaggi di fantasia “Biancaneve” e i “Sette Nani”.» Si legge nel documento dell’esposto che lo scrittore Ennio Montesi ha depositato il 2.2.2011 presso la Procura della Repubblica e la Prefettura di Ancona inoltrandolo per conoscenza anche al presidente Giorgio Napolitano, al ministro dell’Interno Roberto Maroni, a José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione Europea di Bruxelles, a Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e a Ban Ki-moon, segretario generale alle Nazioni Unite a New York. Il partito politico della Lega Nord, attraverso l’articolo giornalistico “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo” ha annunciato che organizzerà una manifestazione pubblica per le strade della città di Fermo prevista per Sabato 5 Febbraio 2011, per manifestare contro Ennio Montesi, contro Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona il quale Svarca avrebbe chiesto a Edoardo Menichelli, vescovo della arcidiocesi di Ancona e di Osimo di “astenersi dal presentare ai fedeli l’eucaristia come il miracolo della transustanziazione” inviando probabilmente alla Procura della Repubblica di Ancona una segnalazione di ipotesi di reato per abuso della credulità popolare. Verrebbe infine preso di mira dalla Lega Nord delle Marche anche il magistrato Luigi Tosti, ex giudice del Tribunale di Camerino il quale si è rifiutato, in pieno rispetto della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana, di tenere udienze nelle aule di tribunale in cui era affisso il crocifisso. Tutti e tre sono “accusati” e messi al bando dalla Lega Nord poiché essere cittadini di filosofia atea, cioè “non cattolici” e “non credenti”. Sembrerebbe che seguiranno anche altre manifestazioni della Lega Nord contro i tre cittadini atei. Nel documento dell’esposto si legge: «Il mio ultimo libro si intitola “Racconti per non impazzire” ed è pubblicato da Mursia Editore. Annuncio che a breve sarà in libreria “Come fare a meno di Dio e vivere liberi. Saggi e interviste sulla libertà di pensiero” Coniglio Editore, nel quale libro sono pubblicate le mie risposte ad una lunga intervista fattami dall’autore, sul fatto di essere orgogliosamente ateo, sull’ateismo e sull’ateologia. Sul fatto che atei si nasce e che indottrinati di religione si diventa. Un libro questo che il sanguinario e criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica avrebbe certamente messo all’indice bollandolo come blasfemo e che avrebbe bruciato in piazza insieme a me, dopo avermi però fatto torturare dai monaci carnefici e dopo avermi messo la mordacchia come fecero con Giordano Bruno. Suggerisco agli illuminati signori della Lega Nord e ai cattolici di leggerlo per trarne qualche preziosa riflessione intellettuale e qualche spunto di saggezza di vita democratica e politica. Spero che per i miei scritti di narrativa o di saggistica che ho scritto, oppure che scriverò durante il corso della mia vita, oppure per i miei discorsi nelle conferenze pubbliche, non mi sia stata lanciata e non mi si lancerà mai una sorta di criminale fatwa cattolica dalla Lega Nord e neanche dall’ayatollah Joseph Ratzinger, capo della setta fondamentalista della Chiesa cattolica, come l’ayatollah Khomeyni lanciò la fatwa islamica a Salman Rushdie, poiché sia alla Lega Nord che all’individuo Joseph Ratzinger quello che io penso, quello che io dico, quello che io scrivo sono affari miei e non deve interessare loro, come a me non interessa cosa pensi o non pensi la Lega Nord e tanto meno di quanto pensi, di quanto scriva e di quanto dica Joseph Ratzinger, dei quali non nutro alcuna briciola di stima e con i quali nulla voglio avere a che fare. Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali sostengo di aver subito probabilmente una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.» Esposto per manifestazione pubblica a Fermo del 5 Febbraio 2011 del partito politico Lega Nord delle Marche contro Ennio Montesi e contro altri cittadini Vincenzo Macrì Procuratore Generale di Ancona Procura della Repubblica Presso Tribunale di Ancona Corso Mazzini 95 60121 Ancona Paolo Orrei Prefetto di Ancona Prefettura di Ancona Piazza Plebiscito 1 60121 Ancona Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica Palazzo del Quirinale 00187 Roma Roberto Maroni Ministro dell’Interno Palazzo del Viminale 1 00184 Roma José Manuel Durão Barroso President European Commission Commissione Europea Rue de la Loi 175 B-1048 Bruxelles – Belgio Thorbjørn Jagland Secretary General Concil of Europe Human Rights Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo Avenue de l’Europe 67075 Strasbourg Cedex – Francia Ban Ki-moon UN Secretary-General United Nations – Headquarters Nazioni Unite 760 United Nations Plaza New York, NY 10017 – USA
Io sottoscritto Ennio Montesi, cittadino italiano ed europeo, ho appreso da un articolo giornalistico una notizia inquietante e terrorizzante che riguarda la sicurezza fisica della mia persona, la mia incolumità personale e quelle della mia famiglia. Il titolo dell’articolo giornalistico in oggetto è “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo” pubblicato in data 31/01/2011 sul website del giornale internet: www.informazione.tv a firma della redazione di Fermo il cui link diretto di pubblicazione è il seguente: http://www.informazione.tv/index.php?action=index&p=61&art=25994 Da tale articolo giornalistico apprendo con grande sdegno e forte timore che il partito politico della Lega Nord delle Marche organizzerà una manifestazione pubblica per le strade della città di Fermo prevista per Sabato 5 Febbraio 2011 nella quale la Lega Nord delle Marche, presumibilmente insieme ad una folla, manifesteranno in pubblico probabilmente contro la mia persona, contro il mio libero pensiero, contro la mia filosofia atea e contro la mia attività intellettuale di scrittore. Nell’articolo giornalistico si legge: «Nel mirino dei bossiani entra anche lo scrittore jesino Ennio Montesi, che ha chiesto asilo politico alla Svezia perché “discriminato” dallo stato italiano che permette l’esposizione pubblica del crocefisso». Sempre nell’articolo giornalistico in oggetto viene comunicato che la Lega Nord delle Marche prenderebbe di mira, oltre la mia figura, la mia persona, anche il cittadino italiano Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona che avrebbe chiesto a Edoardo Menichelli, vescovo della arcidiocesi di Ancona e di Osimo di “astenersi dal presentare ai fedeli l’eucaristia come il miracolo della transustanziazione” inviando probabilmente alla Procura della Repubblica di Ancona una segnalazione di ipotesi di reato per abuso della credulità popolare. Inoltre, secondo l’articolo giornalistico verrebbe infine preso di mira dalla Lega Nord delle Marche anche il magistrato Luigi Tosti, ex giudice del Tribunale di Camerino il quale si è rifiutato, in pieno rispetto della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana, di tenere udienze nelle aule di tribunale in cui era affisso il crocifisso. L’articolo si conclude annunciando che «La manifestazione leghista fermana sarà la prima di una serie in tutte le Marche. Nell’occasione si procederà anche al tesseramento 2011.» Pertanto sembrerebbe che ci saranno anche altre manifestazioni pubbliche contro di me, contro Dante Svarca e contro Luigi Tosti. Tale situazione di inaudito fondamentalismo politico e di fanatismo religioso, per quanto mi riguarda, è molto inquietante e terrorizzante, e presumo e spero che la Procura della Repubblica di Ancona e la Prefettura di Ancona vigilino con la dovuta attenzione su tale circostanza e sull’evolversi della situazione futura per evitare spiacevoli conseguenze. Chiedo alla Procura della Repubblica di Ancona e alla Prefettura di Ancona che in qualche modo provvedano a tutelare e a salvaguardare la sicurezza sia mia che quella della mia famiglia poiché ci sentiamo minacciati e in pericolo. Sottolineo che le manifestazioni pubbliche sono, naturalmente, uno dei fondamentali diritti democratici a beneficio della democrazia e della libertà di un popolo. Tuttavia qualora un partito politico organizzasse una manifestazione pubblica “ateofoba”, cioè contro gli atei, fomentando e aizzando le folle contro il libero pensiero di un singolo cittadino poiché ritenuto pensiero da combattere e da estirpare, cittadino che non è una figura pubblica, né un personaggio politico, presumo sia un atto di notevole e di gravissima intolleranza, un atto molto inquietante ed infinitamente esecrabile di presumibile discriminazione razziale e di presunta violenza politica di matrice fondamentalista cattolica-fascista. Ritengo possa essere questo un atto di probabile intimidazione personale e di presumibile istigazione all’odio razziale contro la mia persona, contro il mio pensiero di filosofia atea, contro i miei scritti, contro i miei libri e contro la mia attività intellettuale. Ritengo possa essere questo un atto che probabilmente vada a ledere i principali diritti inviolabili personali di democrazia e di libertà della persona, diritti che debbono essere garantiti, tutelati e difesi dalle Istituzioni della Repubblica Italiana, sia per me che per tutti. Sottolineo che non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca un partito politico ad obbligare una persona imponendogli di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio” oppure imponendogli di credere al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure al personaggio di fantasia denominato “Uomo Ragno” oppure ai personaggi di fantasia “Biancaneve” e i “Sette Nani”. Nessuno può obbligare nessuno a credere o a non credere a personaggi immaginari, e tanto meno nessuno può imporre a nessuno di adorare o di venerare tali personaggi. Pertanto, neanche il partito politico della Lega Nord delle Marche e neanche la setta fondamentalista ed oscurantista denominata “Chiesa cattolica”, e neanche i suoi accalorati adepti cattolici, possono permettersi di imporre e di obbligare le persone a dovere credere a tutti i costi e forzatamente a leggende fantasiose, come quella del dischetto di frumento che la setta cattolica ha denominato “ostia” dalla quale ostia per un rito magico denominato “eucarestia” e di “parole magiche” pronunciate dagli stregoni cattolici i quali trasformerebbero il frumento in un altro elemento, cioè in sangue, in carne, in ossa e in altre sostanze organiche umane di un presunto cadavere che sarebbe morto due millenni fa. Probabilmente una magia perfino superiore a quella in uso al mago Harry Potter. È comunque facile e banale scoprire se il frumento si sia trasformato nel presunto sangue del presunto personaggio denominato Gesù detto il Cristo, facendo un semplice esame ematologico in un laboratorio di analisi. Qualora il referto di laboratorio di analisi ematologiche confermasse che il frumento si è trasformato in sangue umano, in carne e in ossa – come asseriscono con inaudita certezza gli stregoni cattolici e i loro adepti e come vorrebbero fare credere al prossimo – si potrebbe poi procedere all’esame del DNA. Inoltre, poiché sembrerebbero esistere almeno tredici presunti prepuzi del pene del presunto Gesù detto il Cristo sparsi e custoditi nelle chiese come reliquie da adorare, si potrebbe procedere all’esame del DNA di uno di questi presunti prepuzi appartenuti al presunto Gesù detto il Cristo e poi confrontare la struttura del DNA dell’ostia con la struttura del DNA del presunto prepuzio così da verificare inconfutabilmente e una volta per tutte se il sangue risulta essere, oppure non essere, della stessa persona. Ammesso sempre che il frumento, a dispetto di tutte le leggi della fisica molecolare, della chimica, della matematica, della composizione della materia e della biologia organica si sia trasformato realmente in sangue umano, in carne e in ossa e n altro materiale organico umano. E nemmeno si può imporre a nessuno di credere a quei bizzarri giochetti dell’arte di prestidigitazione denominati “miracoli” che inducono a pensare che siano probabilmente in corso, piuttosto che magie e miracoli, concreti reati penali come ad esempio “abuso della credulità popolare”, “circonvenzione di incapace”, illegalità della “professione di ciarlatano”, di “associazione a delinquere ai fini del raggiro e della truffa”, reati non fantasiosi, ma concreti e reali previsti e perseguiti dal Codice Penale italiano e dalle leggi dello Stato Italiano. Nessuno può imporre a nessuno di credere a superstizioni medievali oppure ad antiche favole di storie criminali. Nessuno può imporre a nessuna persona di credere ad assurde credenze religiose imponendole con arroganza e con violenza sociale oppure organizzando manifestazioni pubbliche di fanatismo cattolico portando in piazza molte persone e agitando la folla contro chi non è disposto a credere a tali favole e a simili superstizioni. È probabile che tali comportamenti discriminatori violino qualche legge dello Stato Italiano, sempre che le leggi abbiano un senso e una funzione democratica e applicabili oltre che per la “superiore razza cattolica” anche per la “inferiore e schifosa razza di noi atei abominevoli”. In questa Italia che si definisce Stato Laico e democratico non è affatto piacevole, né tranquillizzante “sentirsi nel mirino” di una folla destabilizzata di fanatici fondamentalisti con la mente inebriata di chissà quali misticismi ultraterreni e di una folla fomentata da un partito politico italiano che manifesta in piazza contro le persone singole, contro i liberi cittadini italiani solo perché la pensano diversamente da loro in merito alle favole criminali propagandate dalla setta fondamentalista della Chiesa cattolica e dai suoi gerarchi vaticani. Sottolineo che una manifestazione “Ad Personam” organizzata da un partito politico è una azione angosciante e spaventosa, è un atto aberrante a maggior ragione essendo la manifestazione intrisa del terribile germe del fondamentalismo cattolico-fascista e di implacabile fanatismo religioso. Porto l’esempio calzante, di Salman Rushdie, scrittore e saggista britannico, autore di opere di narrativa. Nel 1988 egli scrisse il libro “I versi satanici” (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici. La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa dell’ayatollah Ruhollah Khomeyni che decretò la condanna a morte di Salman Rushdie. Un privato cittadino offrì una taglia in denaro per la morte dello scrittore, probabilmente tollerata e permessa dal regime khomeynista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione. Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igari, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito come l’editore norvegese del libro. La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto “la condanna a morte dell’Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l’islam e non è semplicemente una condanna a morte”. Il mio ultimo libro si intitola “Racconti per non impazzire” ed è pubblicato da Mursia Editore. Annuncio che a breve sarà in libreria “Come fare a meno di Dio e vivere liberi. Saggi e interviste sulla libertà di pensiero” Coniglio Editore, nel quale libro sono pubblicate le mie risposte ad una lunga intervista fattami dall’autore, sul fatto di essere orgogliosamente ateo, sull’ateismo e sull’ateologia. Sul fatto che atei si nasce e che indottrinati di religione si diventa. Un libro questo che il sanguinario e criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica avrebbe certamente messo all’indice bollandolo come blasfemo e che avrebbe bruciato in piazza insieme a me, dopo avermi però fatto torturare dai monaci carnefici e dopo avermi messo la mordacchia come fecero con Giordano Bruno. Suggerisco agli illuminati signori della Lega Nord e ai cattolici di leggerlo per trarne qualche preziosa riflessione intellettuale e qualche spunto di saggezza di vita democratica e politica. Spero che per i miei scritti di narrativa o di saggistica che ho scritto, oppure che scriverò durante il corso della mia vita, oppure per i miei discorsi nelle conferenze pubbliche, non mi sia stata lanciata e non mi si lancerà mai una sorta di criminale fatwa cattolica dalla Lega Nord e neanche dall’ayatollah Joseph Ratzinger, capo della setta fondamentalista della Chiesa cattolica, come l’ayatollah Khomeyni lanciò la fatwa islamica a Rushdie, poiché sia alla Lega Nord che all’individuo Joseph Ratzinger quello che io penso, quello che io dico, quello che io scrivo sono affari miei e non deve interessare loro, come a me non interessa cosa pensi o non pensi la Lega Nord e tanto meno di quanto pensi, di quanto scriva e di quanto dica Joseph Ratzinger, dei quali non nutro alcuna briciola di stima e con i quali nulla voglio avere a che fare. Ritengo essere gravissimo l’intento del partito politico della Lega Nord delle Marche che organizzerà una manifestazione politica pubblica fondamentalista di fanatici cattolici dichiaratamente contro singoli e onesti cittadini solo perché di pensiero ateo, nella fattispecie contro la mia persona per avere io probabilmente espresso democraticamente e pacificamente il mio libero pensiero sull’ateismo e di uomo libero. Probabilmente alle brillanti e lungimiranti menti pensanti della Lega Nord nessuno ha ancora detto loro che la caccia alle streghe e agli eretici è finita da un bel pezzo e che ora viviamo nel terzo millennio e non più nel medioevo. È mio inviolabile diritto di uomo, di cittadino, di pensatore, di intellettuale e di scrittore esprimere liberamente il mio pensiero non essendo l’Italia uno Stato dittatoriale a regime fascista, né a regime dittatoriale nazista, ma bensì è uno Stato laico e democratico, come recita l’articolo 19 della Costituzione della Repubblica Italiana: «Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.» e poi ancora l’articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». E anche come fa esplicito riferimento l’articolo 9 della Carta Internazionale per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, recepita dall’Italia nel 1955. Non deve ripetersi la miserabile Storia, come quella della organizzazione statunitense Ku Klux Klan di stampo cristiano terroristico, a contenuti razzisti che propugnano la superiorità della razza bianca soprattutto se cristiana perpetrando, probabilmente, la caccia e il razzismo spietato contro gli afro-americani. Non deve ripetersi la miserabile Storia, come quella della organizzazione della spietata setta fondamentalista della Chiesa cattolica, organizzazione parallela facente capo allo Stato dittatoriale e fondamentalista del Vaticano. Chiesa cattolica, cioè di quella setta “malefica e perniciosa”, per usare le stesse parole di Svetonio, Tacito e Plinio il Giovane, eterna corruttrice e associazione oscurantista e sanguinaria portatrice di orrori e di morte. Chiesa cattolica che, nell’arco dei secoli, ha compiuto crociate disumane, sterminando popoli, mettendo in atto genocidi efferati e crimini atroci contro l’Umanità in nome dei suoi Dei, del feticcio chiodato e di assurde superstizioni medievali. Milioni di uomini, donne e bambini sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, impalati, squartati, spellati vivi, fatti a pezzi, facendo carne di porco di intere popolazioni. Nemmeno deve assolutamente ripetersi la sciagurata e criminale Storia, come quando nella Germania nazista di Adolf Hitler nella quale gli ebrei vennero bruciati nei forni crematori e vennero uccisi a milioni nei campi di concentramento nazisti insieme a oppositori politici, omosessuali, comunisti, socialisti, anarchici, zingari, malati di mente, portatori di handicap, pentecostali, testimoni di Geova, sovietici, polacchi, etnie indesiderabili, popolazioni inaccettabili, “untermenschen”, “sub-umani”, come li definirono i criminali nazisti hitleriani, “ausmerzen”, “sopprimiamo i deboli”, ripetevano gli instancabili carnefici assassini nazisti, mentre molti cittadini tedeschi erano, forse, all’oscuro delle atrocità che stavano accadendo attorno a loro, come all’oscuro erano, forse, anche le nazioni europee, americane ed asiatiche. Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali sostengo di aver subito probabilmente una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino. Poiché vivo in un Paese che si dichiara Laico, poiché ritengo di aver subito una ingiustificata discriminazione religiosa e sociale, poiché ritengo che gli atti posti in essere e sopra descritti integrino estremi di reato, poiché ritengo che vi sia stata la violazione dell’art. 3 della L.654/1975, chiedo alle alte Cariche e Autorità in indirizzo di adottare tutti i provvedimenti ritenuti opportuni a tutela e a difesa dei miei diritti e nel contempo chiedo che siano puniti gli eventuali responsabili della discriminazione religiosa, e/o politica, e/o sociale posta in essere contro di me. Allego copia dell’articolo giornalistico “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo”. Chiedo di essere informato in caso di archiviazione. Con alta considerazione. 2 Febbraio 2011 Ennio Montesi Etichette: chiesa cattolica, crocifisso, dante svarca, dna, ennio montesi, eucarestia, lega nord, luigi tosti, mursia editore, ostia, racconti per non impazzire, transustanziazione
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domenica, gennaio 30, 2011
4 MOTIVI PER RIFIUTARSI DI TENERE LE UDIENZE SOTTO I CROCIFISSI (dal ricorso per cassazione di Luigi Tosti)
 Riporto, qui di seguito, uno dei passi più significativi del ricorso per cassazione nel quale elenco i motivi per i quali mi sono rifiutato e mi rifiuterò di tenere le udienze sotto i crocifissi cattolici. " La richiesta di rimozione dei crocifissi del dr. Luigi Tosti. Il dr. Luigi Tosti non è un magistrato che ha scelto di “lavorare” alle dipendenze della Chiesa o del Vaticano nei Tribunali della Santa Inquisizione o in quelli ecclesiastici o rotali: se lo avesse fatto, non avrebbe potuto accampare la strampalata pretesa di far rimuovere i crocifissi, avendo egli accettato, sin ab initio, di lavorare alle dipendenze di un’Amministrazione della Giustizia CONFESSIONALE. Il dr. Luigi Tosti è, al contrario, un cittadino che, dopo aver superato un concorso in magistratura, ha accettato di lavorare alle dipendenze del Ministero di Giustizia di una Repubblica “laica” e, quindi, in tribunali che non possono tollerare né manifestazioni di “libertà religiosa” da parte dello Stato, né connotazioni di “confessionalità partigiana” dell’attività giurisdizionale espletata dai giudici né, infine, imposizioni di natura religiosa alle quali non ci si possa sottrarre se non attraverso il recesso dal rapporto di lavoro. Il dr. Luigi Tosti è anche un soggetto che, nell’esercizio del suo insindacabile diritto individuale di libertà religiosa, aborre qualsiasi forma di idolatria o di simbolismo religioso, tant’è che non espone sulla propria persona o in casa sua o nei luoghi di sua appartenenza idoli, feticci, immagini sacre o macabre reliquie come brandelli di pelle, croste e grumi di sangue di Padre Pio. Dunque, egli non accetta e non accetterà mai -si ripete per la seconda volta: non accetta e non accetterà mai- -si ripete per la terza volta: non accetta e non accetterà mai- -si ripete per la quarta volta, sperando che il concetto sia assimilato: non accetta e non accetterà mai che il Ministro di Giustizia gli imponga di esercitare le sue mansioni lavorative sotto l’incombenza dei crocifissi. Tale imposizione non è infatti un atto anodino, così come non sarebbe un atto anodino l’omologo ipotetico obbligo di tenere le udienze con un crocifisso appeso al collo. Il dr. Tosti non contesta che l’Amministrazione e il Legislatore gli possano imporre simbolismi neutrali, come ad esempio la bandiera, il ritratto del Presidente o la toga; contesta, però, che gli si possano imporre simbolismi partigiani, di natura religiosa, come i crocifissi. E se un crocifisso al collo -magari sopra la toga- connota la giurisdizione di partigianeria cattolica e lede il diritto di libertà religiosa del giudice che è obbligato ad indossarlo, un crocifisso appeso sulla parete, sopra la testa, ha gli stessi identici significati, la stessa identica valenza religiosa e gli stessi effetti pregiudizievoli sul diritto di libertà del giudice e sulle sue prerogative di imparzialità. L’indubbia circostanza che ci si sia “assuefatti” alla visione dei crocifissi, perché risultano appesi alle pareti delle aule da quasi 90 anni, non deve indurre nessuno all’erroneo convincimento che il crocifisso sia un simbolo “passivo”, un “inerte” che non obbliga nessuno a credere o a compiere atti di culto, come grottescamente affermato da alcuni giudici. Se così fosse, infatti, si dovrebbe anche affermare la piena legittimità di un’ipotetica legge che imponga ai cittadini italiani l’obbligo di esporre i crocifissi nelle proprie private dimore, magari sanzionando pesantemente i trasgressori: anche in questo “caso” (che non ha nulla di ipotetico, visto e considerato che centinai di Sindaci “sceriffi” hanno emanato “ordinanze” con le quali hanno imposto l’esposizione dei crocifissi negli esercizi pubblici, comminando sanzioni sino a 500 euro) si potrebbe infatti sostenere che questi crocifissi sono dei simboli “passivi”, degli “inerti” che non obbligano gli inquilini delle case a credere o a compiere atti di culto. Questa valutazione, però, non è accettabile perché si pone in palese conflitto col principio giuridico che si desume dall’art. 58 del Reg. penitenziario, che qualifica come “atto di manifestazione di libertà religiosa” l’ “esposizione delle immagini e dei simboli della propria confessione religiosa nella propria camera o nel proprio spazio di appartenenza”. Se si considera poi che la scelta di un fedele di esporre un crocifisso al collo ha lo stesso significato e la stessa valenza religiosa di quella di esporlo in un luogo di appartenenza (ad es. in casa o in auto), è giocoforza dedurne che, se al Ministro di Giustizia si accorda il “diritto” di imporre ai dipendenti l’obbligo di lavorare sotto l’incombenza del crocifisso, allo stesso Ministro non si potrebbe poi negare l’omologo “diritto” di obbligare i dipendenti a lavorare col crocifisso appeso al collo. Il ricorrente dubita che i dipendenti pubblici italiani siano disposti ad accettare una simile imposizione e ritiene, al contrario, che vi sarebbe un “RIFIUTO” di vaste proporzioni: il che dovrebbe indurre i raziocinanti a riflettere sull’omologo, quanto “solitario” “RIFIUTO” che è stato posto in essere dal dr. Luigi Tosti. E, in effetti, se il “rifiuto” del dr. Luigi Tosti si connota per la sua “singolarità” (solo il magistrato Tosti si è rifiutato), questo non dipende dalla “singolarità” delle motivazioni da lui addotte (che sono al contrario avallate da sentenze della Cassazione, della Corte Costituzionale e della CEDU), ma dall’assuefazione generale degli italiani (pardòn, dei sudditi del Vaticano) alla presenza dei crocifissi, dal momento che risultano appesi alle pareti da quasi 90 anni. Se un magistrato si presentasse però in udienza con abbigliamento simil-cardinalizio, cioè con un vistoso crocifisso appeso al collo, il ricorrente dubita fortemente che non vi sarebbero reazioni negative, sia da parte degli utenti che da parte delle autorità preposte alla vigilanza. E allora che cosa farebbe Sua Eccellenza il Ministro di Giustizia, buon viso a cattivo gioco, oppure promuoverebbe un procedimento disciplinare contro il magistrato perché “osa” esibire al collo quello stesso crocifisso che Lui gli impone sopra la testa? Queste considerazioni dovrebbero indurre i raziocinanti a riflettere sulla questione sollevata dal “solitario” Tosti. Riepilogando, il ricorrente ritiene che l’imposizione di lavorare in aule addobbate con crocifissi violi, in primis, il suo diritto (negativo) di libertà religiosa. Ma non è tutto. Il dr. Luigi Tosti è infatti anche un soggetto che è “deprecabilmente” informato al rispetto e all’osservanza dei principi della Costituzione, in particolar modo di quelli “supremi”: dunque egli non accetta e non accetterà mai -si ripete per la seconda volta: non accetta e non accetterà mai, si ripete per la terza volta, acciocché il concetto sia ben recepito: non accetta e non accetterà mai che il Ministro di Giustizia/datore di lavoro lo costringa a calpestare il principio supremo di laicità, obbligandolo a connotare di partigianeria cattolica l’esercizio delle sue funzioni giurisdizionali. In uno Stato realmente “laico”, infatti, i giudici debbono amministrare la giustizia in modo “visibilmente” imparziale, neutrale ed equidistante, e non identificandosi platealmente in un idolo partigiano come il crocifisso. Si ribadisce che il principio di "laicità" scaturisce dalla circostanza che tutti i cittadini e tutte le confessioni religiose “sono” eguali di fronte alla legge (art. 3 ed 8) e che, dunque, lo Stato ha l’obbligo di essere "equidistante, imparziale e neutrale verso tutte le religioni secondo il disposto dell'art. 8 della Costituzione, ove è appunto sancita l'eguale libertà di tutte le confessioni religiose davanti alla legge" (così da ultimo si esprime Corte Cost. 18.4.2005-29.4.2005 n. 168). E se lo Stato ha l'obbligo di non discriminare i cittadini, è assai ovvio che i cittadini hanno il corrispondente DIRITTO assoluto soggettivo a non essere discriminati e ad essere trattati con imparzialità, neutralità ed equidistanza in relazione al proprio credo o alla propria religione. Dunque, il "principio di laicità" non è un oggetto "marziano" o un'invenzione della Corte Costituzionale, bensì un vero e proprio "rapporto giuridico" che scaturisce dalla circostanza che tutti i cittadini e tutte le fedi religiose hanno eguali diritti e pari dignità, sicché lo Stato e tutti gli enti pubblici hanno il corrispondente obbligo di non discriminare i cittadini e le confessioni religiose in ragione del credo. Ebbene, esporre un solo simbolo religioso nelle aule giudiziarie significa privilegiare una confessione religiosa e connotare di confessionalismo cattolico l’esercizio della funzione giurisdizionale, violando così uno dei precetti fondamentali della Costituzione: il che è ovviamente vietato, tant’è che la Corte Costituzionale, con sent. n. 195/1993, ha affermato che “qualsiasi DISCRIMINAZIONE in danno dell'una o dell'altra fede è COSTITUZIONALMENTE INAMMISSIBILE in quanto contrasta con il diritto di libertà di religione e con il principio di eguaglianza”. Il che per il dr. Luigi Tosti -che ha giurato fedeltà alla Costituzione ITALIANA, e non ad un monarca di uno stato estero come il Papa- è assolutamente intollerabile. Ma non è ancora tutto. Il dr. Luigi Tosti è infatti un soggetto che, pur non essendo cattolico, “osa” avanzare la “pretesa” di avere la stessa dignità e gli stessi diritti che il suo datore di lavoro accorda alla “superiore” “razza” dei cattolici: egli, dunque, non accetta e non accetterà mai -si ripete per la seconda volta: non accetta e non accetterà mai- -si ripete per la terza volta, visto che il concetto non è stato minimamente assimilato da coloro che si sono interessati alla sua vicenda: non accetta e non accetterà mai- -si ripete per la quarta volta, sperando che il concetto cominci ad essere assimilato: non accetta e non accetterà mai che il Ministro di Giustizia, dopo avergli imposto l’obbligo di lavorare sotto l’incombenza dei crocifissi cattolici, gli neghi il pari diritto di esporre i propri simboli, ovverosia lo discrimini in modo diretto e plateale nell’ambiente di lavoro a cagione del suo credo religioso. E si ribadisce anche che il dr. Tosti ha manifestato la sua più totale disponibilità a tenere le udienze sotto l’incombenza dei crocifissi, purché venisse autorizzato ad esporre i propri simboli, cioè perché non venisse calpestato il suo pari diritto di propagandare e manifestare i suoi convincimenti religiosi. Dunque, se vi è una responsabilità per l’omessa tenuta delle udienze, questa non è del Tosti, ma dell’Amministrazione “razzista” che gli ha impedito di esporre i suoi simboli, calpestando e stuprando le seguenti disposizioni di legge: - l’art. 3 della Costituzione, che sancisce che “tutti i cittadini -quindi anche gli ebrei e gli atei- “hanno pari dignità e sono uguali dinanzi alla legge, senza distinzione di religione”; - l’art. 8 della Costituzione, che sancisce che “tutte le confessioni religiose -e quindi anche l’ebraismo e l’ateismo- sono egualmente libere davanti alla legge”; - l’art. 19 della Costituzione, che sancisce che “tutti -e quindi anche gli ebrei e gli atei- hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa, di farne propaganda e di esercitarne il culto anche in pubblico”; - l’art. 9 della Convenzione internazionale sui diritti dell’Uomo, che sancisce che “ogni persona -e quindi anche l’ebreo e l’ateo- ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; questo diritto importa la libertà di cambiare religione o di pensiero, come anche la libertà di manifestare la propria religione o il proprio pensiero individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, per mezzo del culto, dell’insegnamento, di pratiche e di compimento di riti”; - l’art. 14 della medesima convenzione, titolato “Divieto di discriminazione”, che sancisce che “il godimento dei diritti civili e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere garantito a tutti -quindi anche agli ebrei e agli atei- senza alcuna distinzione, fondata sulla... religione”; - l’art. 43 del D. L.vo n. 286/1998, titolato “Discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”, che sanziona come atto discriminatorio “ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulle........ convinzioni e pratiche religiose” e stabilisce che “compie un atto di discriminazione... il pubblico ufficiale ..... che nell’esercizio delle sue funzioni compia od ometta atti nei riguardi di un cittadino.... che, soltanto a causa della sua condizione....... di appartenente ad una determinata..... religione lo discriminino ingiustamente” nonché “il datore di lavoro che....... compia qualsiasi atto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando, anche indirettamente, i lavoratori in ragione della loro appartenenza ad una.............confessione religiosa”; - l’art. 43 del D.L.vo 286/1998, che sancisce che “Quando il comportamento....... della pubblica amministrazione produce una discriminazione per motivi..... religiosi, il giudice può......... ordinare la cessazione del comportamento pregiudizievole e adottare ogni altro provvedimento idoneo, secondo le circostanze, a rimuovere gli effetti della discriminazione”; - la convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali, stipulata a Strasburgo il 1° febbraio 1995 e ratificata con Legge 28 agosto 1997, n. 302, che sancisce all’art. 6 che “Le Parti incoraggeranno lo spirito di tolleranza ed un dialogo inter-culturale, ed adotteranno misure effettive per promuovere il rispetto e la comprensione reciproca, nonché la cooperazione tra tutte le persone che vivono sul loro territorio, a prescindere dalla loro identità ......religiosa....... e si s’impegnano ad adottare ogni misura appropriata per proteggere le persone che potrebbero essere vittime ..... di atti di discriminazione...... religiosa”; - l’art. 2, parte I^, della L. 8.3.1989 n. 101, che sancisce che “in conformità ai principi della Costituzione, è riconosciuto il diritto di professare e praticare liberamente la religione ebraica in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto e i riti”, che “é assicurata in sede penale la parità di tutela del sentimento religioso e dei diritti di libertà religiosa, senza discriminazione tra i cittadini e tra i culti”; - la direttiva 2000/78/CE del Consiglio del 27 novembre 2000, che sancisce “il diritto di tutti all'uguaglianza dinanzi alla legge” e dispone che “la protezione contro le discriminazioni costituisce un diritto universale riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, dai patti delle Nazioni Unite relativi rispettivamente ai diritti civili e politici e ai diritti economici, sociali e culturali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali di cui tutti gli Stati membri sono firmatari”. Tale direttiva dispone anche che “la discriminazione basata su religione o convinzioni personali, handicap, età o tendenze sessuali può pregiudicare il conseguimento degli obiettivi del trattato CE, in particolare il raggiungimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, il miglioramento del tenore e della qualità della vita, la coesione economica e sociale, la solidarietà e la libera circolazione delle persone”; - l’art. 2 del D. Lgs. n. 216/2003, che sanziona qualsiasi forma di “discriminazione” da parte del datore di lavoro pubblico o privato, e cioè sia la “discriminazione diretta” (“quando, per religione...... una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra in una situazione analoga”) che quella “indiretta” (“quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone che professano una determinata religione ...... in una situazione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone”); - infine l’art. 3 della legge 13.10.1975, che punisce con la reclusione “chi commette atti di discriminazione per motivi...religiosi”. In quarto ed ultimo luogo, infine, il dr. Tosti è una persona ispirata ed informata al rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo, al rispetto della Costituzione repubblicana, al rispetto dei principi fondamentali che reggono gli Stati democratici moderni, al rispetto delle norme penali e di quelle inderogabili e, non ultimo, al rispetto del suo “cervello” e delle sue capacità logiche e critiche di essere pensante. Pertanto, così come non tollererebbe che lo Stato italiano gli imponga la criminale svastica nazista -cioè il vessillo di quei cristiani criminali che sotto il comando di un criminale cattolico di nome Adolf Hitler si sono resi artefici della persecuzione razziale e del genocidio di sei milioni di ebrei, di rom e di omosessuali- a maggior ragione non tollera che il Ministro di Giustizia gli imponga un simbolo che è infinitamente più criminale della svastica, cioè il vessillo di una banda di criminali e di falsari che si è resa artefice, in circa 1.700 anni di storia nefasta, di efferati crimini contro l’umanità, provocando lo sterminio di centinaia di milioni di esseri umani, e non di “appena” 6 milioni di innocenti. Il crocifisso -ad onta dei compiacenti ed oltraggiosi tentativi di contrabbandarlo come “il simbolo storico/culturale che identifica il popolo italiano e che esprime un sistema di valori di libertà, di eguaglianza, di dignità umana e di tolleranza religiosa, che stanno alla base del principio di laicità dello Stato”- rappresenta il “vessillo” della più grande banda di criminali e della più grande banda di falsari che sia mai esistita sul pianeta Terra, la quale si è resa artefice dei più efferati crimini contro l’umanità, condividendoli di papa in papa senza il minimo moto di resipiscenza o di pentimento. La storia del “crocifisso” gronda di sangue, di genocidi, di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali crociate, di criminale razzismo, di criminali condanne a morte di eretici, di criminali torture e condanne al rogo di centinaia di migliaia di streghe, di criminale schiavizzazione a livello planetario delle popolazioni indigene, di superstizione, di criminale discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di criminale collaborazione con i genocidi degli ustascia, di criminale fornitura di falsi passaporti e di aiuti per consentire l’espatrio e la fuga dei criminali di guerra nazisti, di criminali rapimenti di bambini ebrei perché “battezzati”di nascosto, di castrazione di bambini per innalzare celesti “melodie” al “buon” Dio degli eserciti, di criminali genocidi dei nativi americani ed australiani, di criminali confische, di patologica misoginia ed omofobia, di discriminazione delle donne e degli omosessuali, di patologica sessuofobia, di intolleranza, di oscurantismo, di negazione assoluta dei più elementari diritti politici ed umani di eguaglianza, di libertà di opinione, di libertà di pensiero, di libertà di religione e di libertà di scienza e ricerca, di omertosa e criminale copertura dei preti pedofili a livello planetario, di omertosa e criminale copertura di assassini e di occultamento di cadaveri nei sottotetti delle Chiese, di mafiose connivenze e scambi di favori economici con politici e “gentiluomini” del Papa per ottenere i finanziamenti dei grandi eventi, di omertosa e criminale complicità nel riciclaggio del danaro sporco e nell’evasione fiscale, di imposizione di pratiche contro natura come la castità, di criminale istigazione all’omicidio attraverso il divieto dell’uso del preservativo ai malati di AIDS, di mancata adesione alle Convenzioni internazionali stipulate dagli Stati civili per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali degli uomini e delle donne, di mancata adesione alle Convenzioni internazionali finalizzate alla lotta contro la criminalità, contro il riciclaggio e contro l’evasione fiscale, di illeciti finanziari, di accumulazione parassitaria di ingenti ricchezze che rappresentano uno scandalo “teologico” e un insulto alla povertà, di ostentazione di sfarzi, ori, pietre preziose, ricchezze, paramenti liturgici e scarpine di Prada che oltraggiano i veri poveri “cristi” di questo Pianeta, di “paradisi finanziari” creati e gestiti per occultare la tracciabilità delle operazioni bancarie ed agevolare i criminali, di negazione assoluta dei diritti politici e di libertà religiosa, di negazione assoluta del diritto inviolabile di matrimonio dei preti e delle monache, di truffe, di costante abuso della credulità popolare a fini speculativi, di truffaldine messe gregoriane, di simonia, di mercimonio di indulgenze, di truffaldine commercializzazioni di “medagliette” “miracolose” della Madonna ed altre divinità inferiori, di commercializzazione truffaldina del miracoloso monossido di diidrogeno dei prestigiosi laboratori farmaceutici di Lourdes, di mafiose bolle di componenda, di false natività di Gesù Cristo, di false “donazioni” di Costantino per “giustificare” il potere temporale della Chiesa sul Pianeta Terra, di costanti falsificazioni e taroccamenti di scritture sacre, di false reliquie, di falsi prepuzi di Gesù (almeno 13!), di falsi sangui di Gesù cristo, di false “fasce” di Gesù bambino, di false mangiatoie del bue e dell’asinello, di false culle di Gesù bambino, di falsi biberon di Gesù bambino, di falsi e truffaldini “sangui di San Gennaro”, di false piume delle ali dell’Arcangelo Gabriele, di falsi veli della Madonna, di falsi capelli della madonna, di false cinture della madonna, di falsi anelli di fidanzamento di Giuseppe e Maria, di falsi bastoni e cinture di San Giuseppe, di falsi “latti” della madonna, di false corone di spine, di false “teste” di san Giovanni Battista decollato, di falsi danari di Giuda -con relative false borse- di calotte craniche, cervelli, vertebre, clavicole, dita, piedi, mani, femori ed altri macabri resti umani, appartenenti a chi sa chi ed attribuiti a falsi Santi, di false apparizioni della madonna -a migliaia, ma nessuna in un Paese islamico- di false madonne che lacrimano sangue, di una pletora di false ostie che si tramutano miracolosamente in fiorentine al sangue, di false case della madonna di Loreto -che svolazzano qua e là per la gioia dei piloti italiani- di falsi chiodi della croce di Gesù, di falsi legni della croce di Gesù, di false lance di Longino (Heilige Lanze) venerate dal criminale cattolico Hitler, di false sindoni, di false veroniche, di falsi miracoli, di falsi Santi -autori di falsi miracoli- di falsi esorcisti che praticano riti sciamanici su malati mentali o complici impostori, di false stigmate, di false transustanziazioni delle ostie, di Santi Padri Pii impostori, di falsi purgatori, di falsi limbi, di falsi demoni, di falsi angeli, di falsi arcangeli, di falsi cherubini, di falsi serafini, di falsi troni, di falsi indemoniati e, persino, della falsa “cacca” dell’asino che avrebbe trasportato Gesù Cristo. Esporre i crocifissi nelle aule di giustizia non è dunque soltanto un insulto al principio supremo di laicità e all’intelligenza umana, ma è anche un insulto e un oltraggio alla Legalità, alla Giustizia, alla Civiltà e alla Memoria delle centinaia di milioni di esseri umani che, in nome di quel macabro e orrifico simbolo, sono stati assassinati, torturati, sbudellati, incarcerati, discriminati, inquisiti, ghettizzati, prevaricati, abbindolati, truffati, vilipesi ed emarginati dalla Chiesa Cattolica nella sua nefasta storia criminale. Il ricorrente ritiene che non esista un simbolo che sia più “squalificato” e più indegno di essere esposto nelle aule di Giustizia del crocifisso. Il ricorrente ritiene vergognoso e intollerabile che lo Stato italiano esponga questo “vessillo” negli uffici giudiziari, così come trova vergognoso, indecente e intollerabile che il Papa e le gerarchie ecclesiastiche seguitino tuttora ad essere accreditate, sponsorizzate e spalleggiate dalle Istituzioni italiane, ad onta dei trascorsi criminali della Chiesa e ad onta del loro presente, tutt’altro che commendevole. Il ricorrente trova vergognoso che le gerarchie ecclesiastiche invadano quotidianamente la politica italiana, gli spazi pubblici e la RAI con interventi intrusivi che brutalizzano il principio di laicità ed il pluralismo religioso e che siano chiamate a presenziare -in prima fila e in perfetta “solitudine”- l’apertura dell’anno giudiziario italiano, sia dinanzi alla Cassazione che dinanzi alle Corti di Appello, quasi che l’Ordinamento Giudiziario sia sottoposto, per dettato costituzionale, alla sovranità della Chiesa.
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# posted by iodio @ 11:07


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