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venerdì, maggio 26, 2006

 

Il Vaticano si è infiltrato nel potere d’Italia e di molti altri Stati

di Vittorio Giorgini
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Sempre più in questi ultimi tempi, va sviluppandosi una discussione che ha però i caratteri, se non di una guerra, certo di una lotta tra la crescente interferenza del Vaticano – con tutto ciò che rappresenta – e quella esigua parte della società civile che a questo si oppone. E’ certo lotta difficile in quanto lo stato della Città del Vaticano, proprio come i paesi colonializzatori di buona memoria, si è infiltrato nei meccanismi del potere di molti Stati ma in modo particolare in quello italiano, nel quale ha trovato la sua sede e dove ha messo le sue radici ormai da secoli.
In Italia lo Stato Vaticano gode, non solo di grandi e ingenti proprietà immobiliari e territoriali, ma anche del beneficio di una fortissima influenza culturale come, per esempio, tutta la toponomastica, segnando il territorio con nomi di santi, di spiriti santi, di SS. Annunziate e Santi Sepolcri, etc. etc. imponendo la propria dimensione linguistica nel costume comune. Non parliamo poi dell’architettura che ha riempito borghi, campagne e città, di chiese, cappelle, cattedrali e della pittura che si è appropriata di tutto il visuale così come anche la scultura visuale, sacra, immaginaria, illusoria, mistica, sottraendo l’importante testimonianza della vita della popolazione mostrando soltanto l’aspetto del sacro. Per non dire poi anche della letteratura e gran parte della musica. Il Vaticano si è anche appropriato della morale e anche molti laici dimenticano che la morale di cui le chiese si sono impossessate è derivata dall’esperienza civile e fissata in norme e leggi comuni. Poi, con il tempo, le trasformazioni dovute alle successive vicende hanno obbligato le religioni a rinnovarsi.
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La storia ci insegna che, con il progredire della conoscenza dai tempi più primitivi, anche il pensiero si è “evoluto” e che è proprio questa evoluzione che ha trasformato le religioni. Le società primitive e le loro divinità sono oggi considerate barbariche con le loro superstizioni e simboli. Anche la Bibbia, nei suoi Testamenti, ha subito cambiamenti proprio in seguito alle suddette evoluzioni, infatti analisi ed osservazioni oggettive dimostrano chiaramente come l’eresia cristiana del giudaismo altro non sia che di derivazione pre-socratica e post-socratica con tutte quelle influenze di tipo dionisiaco, suffista etc. con molte tracce delle sue precedenti radici (molto prima della radici giudeo –cristiane).
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Possiamo dire che la paura della morte e dell’incomprensibile – i cosiddetti “misteri” – hanno generato i concetti di punizione e sacrificio, evidenti figli della paura. Già dalla Genesi (cosmogonia), di tipo post-artigiano (la scultura di argilla), si capisce il desiderio di soggiogazione della natura:
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E dio creò l’uomo a sua immagine… maschio femmina li creò… e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra, soggiogatela e abbiate potere sui pesci del mare, sui volatili del cielo e su ogni animale che striscia sopra la terra” (Genesi 1, 27- 28).
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Ma con questa soggiogazione lo sfruttamento viene anche il ricatto e la successiva punizione come:
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Poi il Signore Iddio diede all’uomo quest’ordine “Tu puoi mangiare di ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai, perché il giorno in cui ne mangiassi, di certo moriresti…" (Genesi 2, 16-17).
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Ne sono testimonianza la punizione di Adamo ed Eva allargata a tutta la loro progenie, il sacrificio di Isacco, scongiurato all’ultimo momento, il diluvio universale nel quale un dio vendicatore non solo sacrifica il genere umano ma anche tutti gli animali e le piante, come anche Sodoma e Gomorra e infine la strage degli Innocenti per salvare quell’unico figlio che, a sua volta, avrebbe salvato il genere umano sacrificandosi su quella croce che in seguito avrebbe fatto versare tanto sangue. Quest’ultimo sacrificio rappresenta il massimo paradosso della nevrosi sacrificale in quanto un teologo non riesce a spiegarci, in maniera sufficientemente logica, il sacrificio del figlio che, essendo padre nell’unità della Trinità, uccide se stesso nel figlio, raggiungendo l’olocausto finale della nevrosi suicida come esorcismo della paura della morte. Vogliamo anche far notare che fra i tanti insegnamenti del sacrificio della vendetta e del terrorismo vi è l’atto del Kamikaze (seppuku), proprio dei Giapponesi, ma la prima volta che lo incontriamo scritto nella storia è appunto nel vecchio testamento dove si legge: Sansone disse: "Che io muoia insieme con i Filistei!». Si curvò con tutta la forza e la casa rovinò addosso ai capi e a tutto il popolo che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita" (Giudici: 16-30).
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Queste storie e tante altre ci convincono di come le paure primitive abbiano creato potenze e divinità alle quali sacrificare numerosissime vite, documentate dagli studi antropologici ed etnografici. Queste considerazioni dovrebbero portarci a capire che le religioni non sono d’aiuto alle ansie e alle paure di una povera umanità ma rimangono quello che sono: un morbo endemico.
Da molto tempo, in alcuni paesi più evoluti, si è cominciato a capire come le religioni - in quanto diverse le une dalle altre anche se con punti in comune – siano il prodotto del pensiero umano nel suo sviluppo ed appunto per questo, diverse nelle loro epifanie, ma uguali nella loro struttura profonda. Si spiegano in questo modo il fiorire di affascinanti cosmogonie poetiche ierofanie, tanto poetiche che ogni persona di buon senso dovrebbe modestamente ammirare i misteri del cosmo, ma sorridere di tutte queste telenovele dedotte per ignoranza e paura, facilmente sfruttabili dal potere. Anche la storia dell’anima, base di tutte le religioni, dalle primitive alle attuali, ha origini volutamente dimenticate. Nell’antichità, mancando di tutte quelle conoscenze che si sono accumulate nel tempo, quando nasceva un bimbo, se non respirava, non viveva, così come quando durante la vita cessava il respiro, si era morti.
Ecco che i primitivi si sono inventati, con logica protoscientifica, questa idea della “linfa vitale”, che attraverso il respiro trasmetteva la vita . Questa idea dell’intervento sacro nella produzione della vita venne appunto definito con termini che, anche in lingue più antiche, riportavano sempre al concetto di vento, ventilazione. Più tardi si chiamerà “Pneuma” per i Greci, per i Latini “Spirito”, “Animo” le cui etimologie tutte provengono dal vento.
Questa osservazione e la logica implicita, ha reso questo concetto dell’anima comune alla totalità dei gruppi primitivi, non appena si sono appropriati del linguaggio e quindi di un barlume di pensiero. Ancora un esempio che va ad aggiungersi a tanti altri aspetti del pensiero del sacro e del teologico, che tanto logico non sembra essere, in quanto frutto di deduzioni dovute a osservazioni, in cui i primitivi davano dimostrazione di grande intelligenza scientifica, ma trattandosi di pensiero pre-scientifico, non convalidate da mezzi di sicura verifica.
Ma, visto che la consuetudine mette radici durature, accade che spirito e anima siano stati reificati a tal punto che la loro esistenza è diventata un assunto, comunemente accettato anche dai non credenti.
Quanto brevemente accennato fin qui, vuole richiamare l’attenzione sul fatto che, fin da tempi antichissimi, si sono prodotte opinioni illusorie e soggettive che hanno causato pregiudizi ideologici e quindi discriminazioni razziali che a loro volta hanno scatenato crimini efferati, guerre e genocidi di intere popolazioni. E’ stato detto che le cause di quest’ultime fossero economiche ma ciò è vero solo parzialmente.
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E’ tempo di chiarirsi meglio le idee, iniziare a rivedere la nostra cultura e trovare il coraggio per rinnovare il nostro pensiero. Occorrerà liberarsi da miti, leggende e superstizioni primitive e dalla loro immanenza dogmatica.
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Le chiese traggono il loro potere dal plagio esercitato dal loro insegnamento. E’ giocoforza liberarsi dalla loro egemonia culturale confrontandosi con i misteri della natura in modo più modesto, con lo studio, l’analisi e la ricerca, che ci consenta una poetica libera da ogni sorta di leggenda pretestuosa, che ci permetta di riappropriarci della poesia, dell’ammirazione e di quel rispetto dovuto alle “cose di natura” e quindi all’ambiente che ci sta intorno. Altro che radici giudeo cristiane. Per ottenere questa nuova coscienza, serve una comprensione della storia, dello sviluppo scientifico, della conoscenza dello sviluppo delle idee religiose e quindi delle religioni, senza premesse ideologiche o fideistiche, ma con distacco e analitico rispetto da queste.
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Nel chiudere vorrei ricordare che ai profani la conoscenza è proibita. Ancora prima della proibizione del frutto dell’albero della conoscenza, nella genesi ebraica, (che è religione recente) in periodi o società più arcaiche, sciamani, stregoni, magi, maghi e i sacerdoti (per non parlare di demiurghi, oracoli, veggenti, astrologhi, chiromanti fino agli imbonitori televisivi) erano questi gli unici ad avere accesso ai misteri del sacro, che ai profani erano impediti pena la vita!
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Poi però sono stati i religiosi a voler beneficiare per primi dei prodotti delle scienze dovuti agli studi, alle scoperte fatte dai profani a rischio della loro stessa vita.
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Vittorio Giorgini
tel. 0552382882
Essendo Giorgini ipovedente può essere contatto solo via telefono.
via della Chiesa 62
50125 Firenze
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L’architetto Vittorio Giorgini è autore di molti libri e studi di architettura, l’ultimo suo studio è pubblicato sulla rivista “Arca” di maggio 2006. Giorgini è autore del libro “Le religioni plagiano – Lettera agli intellettuali” che si può ricevere gratis in formato word richiedendolo a: axteismo@yahoo.it
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Nella foto, l’architetto Vittorio Giorgini (al suo 80esimo compleanno a Baratti)

giovedì, maggio 25, 2006

 

Luigi Cascioli intervistato, su non esistenza di Cristo, da CNN Tv New York


How do you prove Jesus existed?
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It takes about one-and-a-half hours to drive from the center of Rome to the tiny town of Viterbo, Italy. With reporter Delia Gallagher, photojournalist Claudio, and our driver, Alfredo, we made our way through the hills of this ancient Etruscan town on our way to see a man with a very controversial cause.
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Luigi Cascioli is suing the Catholic Church. He says he wants them to show proof that Jesus Christ actually existed.
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As we drive up the road to his old stone house, my first impression is that this lifelong atheist is not at all what I expected. I'm not sure why. Perhaps as a Roman Catholic I thought he'd have horns and a tail? Instead, a robust, friendly septuagenarian approached the car to welcome us, accompanied by his dog, Pluto.
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He says he has dedicated his life to bringing down the Catholic Church, and he's spent years of his life researching his subject. He says there was, in fact, no Jesus, but a military man named John of Gamala who lived in the time of Christ. And, he claims, it was the gospel writers who turned that mere mortal into the character of Jesus, a figure powerful enough on which to base an entire religion.
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Cascioli's lawsuit is based on two points of Italian law. One makes it illegal to "abuse the popular credulity." The second outlaws impersonating another person. The chain-smoking, former construction worker speaks only Italian, and he doesn't mince words. He calls the Catholic Church leaders "con men," and says "they take advantage of the popular belief."
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He began his case in 2002, suing a local Viterbo priest, Father Enrico Righi. He says he chose Father Righi because the law prevents him from suing the Pope, who is a head of state. But his case was rejected by the Italian courts time and time again. So why is Luigi Cascioli so interesting now? Because the European Court of Human Rights has agreed to consider hearing his case.
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That means, at some future date, leaders of the Catholic Church may be called upon to present hard evidence that there once was a man named Jesus Christ. The question is, in this age of DNA testing and CSI drama, how do you prove a man existed more than 2,000 years ago using nothing but the written word?
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By Debora Fougere, CNN Producer: 6:31 PM ET Wednesday, May 24, 2006
Fonte:
http://edition.cnn.com/CNN/Programs/anderson.cooper.360/blog/2006/05/how-do-you-prove-jesus-existed.html
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Rif.
tel. +39 3393188116
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Nella foto, il cristologo Luigi Cascioli autore del libro denuncia:
"La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù"
The fable of Christ – Irrefutable demonstration that Jesus never existed

martedì, maggio 23, 2006

 

Le menzogne della Chiesa sprofondano in maniera vergognosa

di Pier Paolo Saba
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Con diritto di intervento, propongo due righe in risposta ai "Dogmi ed agli assiomi della fede" che mi lasciano perplesso ed irritato nel leggere per l'ennesima volta delle imposizioni che la Chiesa si ostina a volerci propinare. Certo ci vuole grande coraggio per affidarsi cosi "generosamente" e altrettanto ingenuamente al dogma fideistico che, pur coscientemente, viene presentato non immutabile ma soggetto a eventuali chiarimenti ed elaborazioni che possono essere apportati ogni qualvolta la Chiesa lo ritenga necessario pur non essendo "Mai, negabili".
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Queste formulazioni dogmatiche imposte come le "Verità" più importanti della fede a difesa delle Eresie (vedi Giordano Bruno, Galileo Galilei, ect.), sono irremovibili.
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I dogmi sono un credo vincolante, una sorta di collante, spalmato ad arte nella certezza di tenere uniti i cervelli dei poveri di spirito che, altrimenti senza un "adeguato" sostegno, rischiano di sciogliersi irrimediabilmente e non poter essere quindi uttilizzabili. Le teste, debbono essere forgiate e plasmate in maniera solida e inamovibile e, all'occasione, si usa una sostanza necessaria e indispensabile, collaudata dall'esperienza millenaria: il plagio. Il plagio è rafforzato dall'abuso della credulità popolare imbastito di menzogne ed inventato e gestito dalla Chiesa ad opera dei suoi prelati.
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Mi domando come si possa prestare fede ad imposture così architettate e spudoratamente contraddittorie come quelle assurde elencate nelle versioni assiomatiche!
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Anche quando non è d'uso quotidiano ora più che mai è d'obbligo il Discernimento ed il Raziocinio; "Perchè se non hai rispetto per la tua intelligenza, abbi almeno rispetto per la mia" come sintetizza Vania Campanella. Che dire della "Perpetua verginità di Maria" declamata nel quinto dogma elencato e discordante nella versione degli Atti degli Apostoli e nei Vangeli?
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"Non è questo il figlio di Giuseppe il falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe,Simone e Giuda?" (Atti).
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Giuseppe, il suo fidanzato, solamente dopo la nascita di Gesù ebbe a “conoscere” Maria e da questo matrimonio nacquero quattro figli e diverse figlie, delle quali non si conosce il numero” (Matteo, 13. 55/56).
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Appare evidente che non si parli di fratelli e sorelle virtuali, ne di parenti prossimi; si tratta infatti di fratelli e sorelle carnali, figli della stessa madre. Come si può distorcere quanto riportato testualmente nei Vangeli (canonici) e negli Atti. Inoltre, la parte più inquietante che interessa Maria è quella che la vede assente lei ed i figli e le figlie nel momento della crocifissione. Loro non erano presenti, e non se ne fa menzione alcuna negli scritti che ovviamente non riportano alcun che della loro presenza in quel luogo e giorno nefasto. E' forse per questo che si parla di parenti prossimi? Nel caso, notiamo delle contraddizioni stridenti che, opponendosi vicendevolmente, si annullano a loro volta alla luce dell’impossibilità di poter sostenere l'una o l'altra delle due versioni. Di quale Verginità si vuole parlare, quando - ammesso e non concesso che Gesù sia stato il frutto dello Spirito Santo - e la verginità perpetua di Maria (come proclamato da papa Pio XII nel 1854), si rende ridicola, conseguentemente alla nascita di altri figli dopo Gesù. La visione di Maria, pura e senza peccato fin dalla nascita, senza il peccato originale, è la favola più astrusa che ci possa essere raccontata. Così come altrettanto fantasiosa è la formuletta dell’Ascensione in Paradiso di Maria, anima e corpo, accanto al Figlio e al Dio Padre.
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Nel concilio di Nicea (325) si proclama che: Gesù Cristo è il Figlio di Dio, è stato generato prima dei secoli, ma non è una creatura di Dio...
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Se non è una creatura di Dio, Gesù non esiste in nessuna forma; solo quello che viene creato ha diritto di esistere. Se non si ragiona su questo punto, tutto il resto non ha senso alcuno, cioè, Dio stesso si annulla nel contempo non avendo creato un essere (Gesù) quale frutto della sua emanazione divina, in quanto... testualmente “…ma non è una creatura di Dio…” essendo che Gesù è definito l'unigenito Figlio di Dio, ma non è una sua creatura..., tutto si annichilisce e i supporti fideistici si dissolvono e saltano nell’occhio come tutte le bugie che hanno le gambe corte.
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Tutte le menzogne che la Chiesa ha imposto cadono rovinosamente e in maniera vergognosa. Finalmente siamo liberi dalle varie pastoie alienanti che la Chiesa indottrinatrice e impostora. L’uomo ha bisogno urgente di riappropriarsi della ragione e del sano discernimento.
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Pier Paolo Saba
psabap@libero.it
mobile: 3290857587
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Nella foto, Pier Paolo Saba

lunedì, maggio 22, 2006

 

Codice da Vinci

di Domenico Meogrossi
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Ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori circa la posizione della Chiesa nei confronti del romanzo di Dan Brown e del film da esso tratto, e molti si interrogano sul perché di tanto clamore. Le posizioni sono state e sono le più diverse. Da quella classica e propria della Chiesa, cioè la censura violenta, al semplice boicottaggio del film da parte dei fedeli. Un'altra idea, rimbalzata qua e la in questi giorni, voleva e vorrebbe che il film, presentato freddamente ieri a Cannes e di imminente uscita nelle sale cinematografiche di mezzo mondo, sia preceduto da uno spot contro se stesso, un disclaimer che avverta gli spettatori che quanto narrato è frutto di immaginazione, non corrisponde al vero.
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Ci sarebbe allora da chiedere che lo stesso avviso precedesse la Bibbia ed i Vangeli, che quanto ad immaginazione e distanza dalle verità storiche rimangono ancora insuperati. E' davvero clamoroso che siano proprio gli artefici della più grande menzogna della storia dell'umanità (la storia di Cristo, mai esistito, almeno come ce lo hanno raccontato i cristiani) a battersi ora per sottolineare che non tutto è vero, che quella storia del saggista statunitense è frutto di immaginazione, di pura fantasia. Il saggista americano ha colto invece nel segno, adottando la stessa tecnica narrativa elaborata dai cristiani. Mischiare menzogna e verità, per rendere una storia credibile. E' per questo che i difensori della fede si indignano tanto, davanti ad un libro e ad un film. Sono stati spossessati della loro tecnica, sconfitti con le loro stesse armi. E che siano armi vincenti sono loro stessi ad averlo dimostrato inconfutabilmente. La Bibbia ed i Vangeli rimangono dei veri capolavori in tal senso. Certo, per scriverli hanno impiegato secoli, raggiungendo la perfezione quasi assoluta. La menzogna è diventata un'arte raffinatissima nella casa di Cristo...
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Questo spiega perché i cattolici se la prendano tanto con un film ed un romanzo che non hanno pretese di attinenza a fatti storici né rappresentano critiche ragionate e fondate alle menzogne narrate nei testi fondanti della loro religione. Sono semplicemente opere letterarie, cinematografiche, fiction, proprio come i fatti narrati nella Bibbia e nei Vangeli.
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Chi invece prova a ragionare su quei fatti, a verificarne cum grano salis la storicità, la corrispondenza e la sintonia rispetto a fonti storiche, viene ignorato. Esemplare al riguardo è la posizione della Chiesa rispetto all'opera di Luigi Cascioli, "La favola di Cristo. Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù", che lascia ben poco spazio a fantasia ed immaginazione ma è attaccata alla verità come un mitile ad uno scoglio.
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Non è sulla verità che si fondano l'origine e la storia della Chiesa, non è quindi dalla verità che possono giungere minacce a quella istituzione. Ma dalla fiction, che combatte la Chiesa con le medesime armi che questa ha usato per affermarsi.
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Non da Cascioli, quindi, ritiene di doversi difendere pubblicamente la Chiesa, non da un'opera che mira alla verità, ma da un romanzo che si legge in una giornata e da un filmetto da guardare per passare due ore di svago. Questo è il loro livello...
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Nella foto, Domenico Meogrossi

 

Opus Dei, prelatura del Vaticano

di Gian Luigi Soldi
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Posseggo la prima edizione italiana de “Il Codice da Vinci” di Dan Brown dell’ottobre 2003. In quella edizione, e solo in quella, comparve una famigerata “pagina 9”, la quale nonostante sia presente anche in tutte le edizioni successive – una infinità, naturalmente – è lasciata completamente in bianco: osservare per credere. Di seguito riporto parzialmente quanto l’autore del noto best seller annota in quella pagina.
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La prelatura del Vaticano nota come Opus Dei è un’associazione cattolica la cui profonda devozione è stata oggetto di interesse dei media dopo i rapporti di lavaggio del cervello, di coercizione e di una pericolosa pratica chiamata “mortificazione corporale”.
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L’Opus Dei ha recentemente terminato la costruzione di una sede centrale nazionale, del costo di 47 milioni di dollari, situata al numero 243 di Lexington Avenue, a New York City. Tutte le descrizioni di opere d’arte e architettoniche, di documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realtà”. Visto a questo punto l’impegno da parte di tutti gli organi ecclesiastici nell’ostacolare ogni elemento che riguarda questo romanzo - ora anche il film -, mi vengono spontanee alcune considerazioni.
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1 – Il riuscire a imporre di far sparire la pagina sopra riportata non è forse una conferma indiretta della veridicità, almeno parziale, dei passi censurati?
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2 – Se è vero che è “l’argent qui fait la guerre”, quante guerre – cominciando da quelle sull’informazione – hanno vinto nella storia coloro che evidentemente ora temono questo “rozzo romanzo tempestato di menzogne con fini esclusivamente commerciali”?
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3 – Il 19 maggio 2006, primo giorno di programmazione mondiale del film tratto dal libro, è stata incassata, solo in Italia, la “cifra più alta di sempre per un primo giorno di programmazione al box office italiano”: due milioni di euro. Possibile che sia solo curiosità o effetto dell’enorme rigurgito di parole versate sull’inviso argomento?
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Non è piuttosto che buona parte della gente che abbiamo intorno sia meno stupida di quel che si creda e abbia cominciato a leggere tra le righe? Come per tutto infatti, anche le rivoluzioni culturali prendono il via da “piccoli segnali”, chissà mai che da questo polpettone indigesto per molti, non possano nascere alternative tutta da definire a favore delle generazioni a venire.
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Precisazione indispensabile
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In seguito ad una segnalazione fattami relativa alla affermazione della scomparsa della “pagina 9” del Codice da Vinci sono arrivato ad appurare quanto segue. Nella 1’ edizione dell’ottobre 2003 la pagina era presente, ma da li a poche altre edizioni - pare dalla sesta -, la pagina scomparve. Internet si sbizzarrisce sull’argomento, infatti una mia ricerca ha prodotto uno sterminato numero di disquisizioni sull’argomento. Di più. In “Filosofia e dintorni” Ernesto Riva su di un saggio intitolato “A proposito de il Codice da Vinci di Dan Brown”, disqusisce dottamente sul testo e sulla scomparsa della nota pagina. In seguito alla segnalazione inoltre, mi sono sentito in dovere di fare una verifica diretta sulla attuale presenza della pagina, per tanto mi sono recato in due librerie ho verificato la attuale presenza della pagina. Durante questa “ispezione” ho potuto verificare che in Italia siamo quasi alla ottantesima edizione del libro. Io posseggo, oltre alla prima, la 22’edizione del giugno 2004 in cui la pagina non c’è. Cosa sia successo chiaramente non è dato di sapere, certo è che i nemici di questo famigerato testo, sono a mio avviso in notevole stato confusionale. Tra verità e menzogna pare che il grande vincitore oggi sia Dan Brown, il mio intenso auspicio invece è che un semplice romanzo possa essere il preludio dall’uscire dal sonno della ragione…
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Gian Luigi Soldi
via Vecchia Trevigiana 101
31013 Conegliano (Treviso)
mobile: 3386460644
tel. 043864622
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Nella foto, Opus Dei Headquaters Building

 

Nei tempi dell'inganno universale


“Nei tempi dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”.
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George Orwell

 

Denuncia contro la Chiesa nella persona di un parroco

Il Tribunale dei Diritti Umani di Strasburgo accetta il ricorso di Luigi Cascioli
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STRASBURGO - Il ricorso di Luigi Cascioli, promotore di una denuncia contro la Chiesa, nella persona di don Enrico Righi, è stato accettato dalla commissione esaminatrice del Tribunale dei Diritti dell’Uomo, protocollato sotto: CASE N° 14910/06 Cascioli v ITALY. La diatriba: lo studioso Cascioli afferma che "Cristo non è esistito". L’avvocato Giovanni Di Stefano sta preparando la relazione per il processo.
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Nella foto, il cristologo Luigi Cascioli autore del libro denuncia
"La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù"
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http://nochiesa.blogspot.com
Informazioni:
Axteismo, Movimento Internazionale di Libero Pensiero
axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116
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comunicato stampa da pubblicare e diffondere
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Denounce against the Catholic Church represented by a priest
Strasbourg Court of Human Rights accept Luigi Cascioli’s petition
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STRASBOURG - Luigi Cascioli,'s petition based on a denounce against the Catholic Church, represented by the priest don Enrico Righi, has been accepted by the investigation Committe of Human Rights, under the protocol: CASE N° 14910/06 Cascioli v ITALY. The diatribe: the scholar Cascioli sustains that "Christ never existed". The advocate Giovanni Di Stefano is preparing the trial's report.
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In photo, Luigi Cascioli author of the book of accusation “The fable of Christ – Irrefutable demonstration that Jesus never existed”.
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Information, interviews and adherences to:
Axteismo, International Free Thought Movement
axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116
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Traduzione di Susana Tampieri
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press release to publish and divulge
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Klage vor dem Europäischen Gerichtshof
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STRASBOURG - Der Europäische Gerichtshof für Menschenrechte in Straßburg hat die Klage von Luigi Cascioli (Aktennummer: CASE N° 14910/06 Cascioli v ITALY) zur Entscheidung angenommen. Der Historiker Cascioli hatte in Italien den Priester Don Enrico Righi stellvertrend für die katholische Kirche wegen Verbreitung von Unwahrheiten verklagt. Diese Klage war in Italien in allen Instanzen abgwiesen worden. Dagegen wendet er sich nun mit der Klage vor dem Europäischen Gerichtshof . Grundlage ist die Streitschrift des Klägers "Das Märchen Christi - Der unwiderlegliche Beweis der Nichtexistenz Christi", in der er sich eingehend mit den historischen Aspekten der Bibel befasst, und in der er die Behauptung aufstellt, dass es Christus nicht gegeben habe. Der Anwalt Giovanni Di Stefano ist dabei die Unterlagen für das Gerichtverfahren vorzubereiten.
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Im Bild, Luigi Cascioli, Autor des Buches
"Das Märchen Christi - Der unwiderlegliche Beweis der Nichtexistenz Christi".
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Bezug:
Axteismo, Internazionale Bewegung für freies Denken
tel. +39 3393188116
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Übersetzung, Angelo Cassanelli

venerdì, maggio 19, 2006

 

Che cosa sono i dogmi? Chi li stabilisce? Quanti e quali sono?

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“Se non hai rispetto per la tua intelligenza, abbi almeno rispetto per la mia”.
Vania Campanella
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Gli assiomi della fede
La maggior parte dei dogmi furono definiti nei primi secoli del cristianesimo, quando si rese necessario distinguere le verità di fede dalle eresie.
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I dogmi sono verità contenute nella rilevazione divina e manifestate nelle Sacre Scritture o nella tradizione della Chiesa. Il dogma viene proclamato da un concilio o dal papa in prima persona, e impegna tutti i cristiani a credervi per fede. Può in seguito essere chiarito ed elaborato, ma mai negato. Il termine ha acquisito questo significato solo in epoca moderna (dal XVII secolo), anche se già nella Chiesa antica e nel Medioevo si parlava di “formulazioni dogmatiche”, nelle quali si proclamavano le verità più importanti della fede.
Difesa dalle eresie. Fin dalle sue origini, quindi, la Chiesa ha fissato dei “dogmi”, soprattutto in particolari momenti storici, spesso per opporsi a eresie. La maggior parte di essi si trova nei testi dei primi sette concili ecumenici, tutti del primo millennio, quando si stabilirono le verità centrali della fede e si fissò il “Credo”, usato ancora oggi nella liturgia. Un elenco preciso dei dogmi non esiste. Ecco comunque quelli ritenuti più importanti dalla Chiesa cattolica.
Stefania Saracino
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DOGMA: Dio è uno e trino
Ha assunto la forma di dogma durante il concilio di Costantinopoli del 381. Dio è uno solo in tre persone: Dio-Padre, Dio-Figlio e Dio-Spirito Santo. Le persone divine sono distinte tra loro, ma la loro distinzione non divide l’Unità divina.
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DOGMA: Gesù Cristo è il Figlio unigenito di Dio, generato ma non creato consustanziale al Padre, eterno e immutabile
Fu proclamato nel primo concilio di Nicea (325): Gesù Cristo è il Figlio di Dio, è stato generato prima dei secoli, ma non è una creatura di Dio, ed è della stessa sostanza del Padre.
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DOGMA: Maria è Madre di Dio
Dogma proclamato dal concilio di Efeso (431). Maria è Madre di Dio perché è madre di Gesù. Infatti, colui che è stato concepito per opera dello Spirito Santo e che è diventato veramente suo figlio, è il Figlio eterno di Dio Padre. E’ Dio egli stesso.
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DOGMA: Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo
Gesù Cristo, nell’unità della sua persona divina, ha due nature inscindibili, quella umana e quella divina, ed è perfetto quanto alla divinità e perfetto quanto alla umanità (concili di Efeso, 431, e di Calcedonia, 451).
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DOGMA: Maria è sempre vergine
Il II concilio di Costantinopoli, nel 553, sancì la perpetua verginità di Maria: prima, durante e dopo il parto di Gesù Cristo. Quando i Vangeli parlano di “fratelli e sorelle di Gesù”, si tratta di parenti prossimi.
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DOGMA: Il purgatorio esiste
E’ lo stato di quanti muoiono nella grazia di Dio, ma, anche se sono sicuri della loro salvezza eterna, hanno ancora bisogno di purificazione. La dottrina del Purgatorio fu sancita come dogma nei concili di Firenze (1439) e di Trento (1545-1563).
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DOGMA: Transustanziazione
E’ la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo, al momento della consacrazione. La transustanziazione divenne dogma nel 1215, nel IV concilio Laterano, e fu confermata dal concilio di Trento, quando la Chiesa cattolica, in seguito alla riforma protestante, stabilì i confini dell’ortodossia.
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DOGMA: Immacolata concezione
Proclamata da papa Pio IX l’8 dicembre 1854, satbilisce che la Vergine Maria è stata concepita pura, senza peccato originale. E’ cioè stata preservata dalla condanna universale del peccato fin dal concepimento.
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DOGMA: Infallibilità papale
Il dogma è contenuto nella costituzione Pastor aeternus approvata dal Concilio Vaticano I il 18 luglio 1870. Afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo “supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani” e “definisce una dottrina circa la fede e i costumi”. Pertanto quanto da lui stabilito vincola tutta la Chiesa per sempre.
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DOGMA: Assunzione di Maria
E’ l’ultimo dogma, proclamato da papa Pio XII il 1° novembre 1950. Indica che la Madonna, finito il corso della sua vita terrena, fu “assunta” (cioè accolta) in Paradiso con l’anima e con il corpo, accanto al Figlio e a Dio Padre.

giovedì, maggio 18, 2006

 

PopeTown (un Papa di troppo...)

di Domenico Meogrossi
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Sulle pagine di tutti i quotidiani, nei telegiornali, su Internet, da diversi giorni leggiamo esortazioni provenienti dalle stanze vaticane e rivolte alle cariche istituzionali italiane, affinché si dia spazio (come se non ne avessero già a dismisura) ai valori cristiani ritenuti fondanti della nostra cultura e civiltà. Ad esempio, giovedì 11 maggio 2006, si poteva leggere sulla home page del Corriere della Sera:
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“Il Papa al nuovo presidente: «Promuova i valori cristiani».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/05_Maggio/11/papa.shtml
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Titoli analoghi, ovunque, anche nei giorni a seguire. Ricordo ai lettori che giovedì della scorsa settimana il Presidente Napolitano era appena stato eletto, ed ancora non aveva pronunciato alcun discorso ufficiale. Mi chiedo, e chiedo a chi leggerà: se qualcuno, negli stessi tempi e con le stesse modalità, avesse chiesto al neo eletto presidente Napolitano di promuovere i valori comunisti e socialisti, altrettanto presenti nella storia del popolo italiano, della nostra cultura e delle nostre istituzioni, cosa sarebbe accaduto? Quanti avrebbero gridato allo scandalo? Quanti si sarebbero indignati?
Il fatto invece che a pronunciarsi sia quell'omino vestito di bianco, dal suo pulpito imperiale, o qualcuno dei suoi generali in prima linea, fa sì che la cosa appaia di tutta normalità, addirittura ovvia o dovuta. Ora, è chiaramente ed ovviamente legittimo che chiunque possa esprimere liberamente la propria opinione, Papa compreso.
Lo scandalo è nelle modalità, nel fatto che ciò avvenga come sempre senza contraddittorio alcuno, che la cosa sia lasciata passare acriticamente, dando rilievo assoluto ed incondizionato alle banalità contenutistiche ed a-storiche di quelle dichiarazioni, e non al fatto che, come sempre, la loro diffusione si concretizza nella costante violazione di qualunque rispetto per le idee degli altri, per chi la pensa diversamente ed avrebbe altrettanto diritto di ergersi sul pulpito per obiettare la falsità di quelle affermazioni, l'improprietà di quell'intervento, la sua scorrettezza istituzionale, la scorrettezza di fondo che caratterizza tutti gli interventi pontifici che esulano dalla cura delle anime.
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Insomma, come al solito, abbiamo un Papa di troppo sulla scena politica italiana, che perpetua l'anomalia di questa democrazia clericale che è l'Italia. Non ci saremmo mai permessi di incitare a qualunque tipo di azione o volontà il neo eletto presidente Napolitano, men che mai prima che egli stesso avesse pronunciato un discorso inaugurale del proprio settennato, ma visto che altri non hanno perso tempo a rivendicare la guida spiritual-politica e culturale del Paese, esortiamo, di contro, il Presidente Napolitano a salvaguardare con la massima forza possibile, con tute le risorse istituzionali, la laicità dello Stato, di quello Italiano come di tutti quelli che si definiscono democratici. E ciò, nel periodo attuale, ci servirà per poter rivendicare una differenza di prospettiva radicale dall'estremismo e fondamentalismo religiosi che promanano dagli Stati Uniti e dal mondo mediorientale. Non chiediamo un ridimensionamento d'ufficio del ruolo della Chiesa, ma semplicemente che ci siano le condizioni di equità, di libertà d'espressione e di contraddittorio, di pari dignità che consentiranno alle posizioni contrarie alla Chiesa di affermarsi naturalmente per la propria forza logica, razionale ed umana intrinseca. Quanto ai valori, Santità, lasci stare. Non siete certo quelli la cui storia consenta di ergersi dal pulpito ed insegnare agli altri, rimanendo l'esempio costante da 2000 anni a questa parte di chi predica bene e razzola male (non sto qui a ricordare il triste elenco di tutti gli scandali, di tutti i generi, dalla cronaca alla politica all'economia alla criminalità, in cui i suoi uomini e la sua istituzione sono impelagati fino al collo). Fortunatamente, il mondo, la storia e le idee sane e libere dell'umanità vanno in tutt'altra direzione. Lasciateli andare... non potete più fermarli.
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Nella foto, Domenico Meogrossi

mercoledì, maggio 17, 2006

 

Cristo non è esistito, Tranfo scrive a Cascioli

Yeshua.it, nella persona di Giancarlo Tranfo, invia le congratulazioni a Luigi Cascioli
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La semplice verità della quale ti sei fatto portatore, chiedeva solo di confrontarsi con la grande menzogna che per millenni ha condizionato l'uomo offendendone la ragione, l'autodeterminazione, l'intelligenza. Il campo di battaglia, quello del diritto, non ammette il ricorso a fumosi dogmi e vecchie incostistenti architetture intellettuali con le quali si è manovrato il corso della storia spacciando una favola per realtà e la realtà per favola. Ma il campo di battaglia era difficile da raggiungere: connivenze, complicità, interessi e potere di interi stati sono da sempre posti a difesa del confessionale: ecco perchè in "casa Pietro" si dormono sonni tranquilli!
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Però qualcosa non ha funzionato. Per adesso fanno finta di non accorgersene nemmeno. Con la loro menzogna sono troppo grandi mentre tu con la tua verità sei troppo piccolo per nuocergli realmente. Benedetto XVI sorride e saluta dalla sua finestra, a Matrix si discute su come e quando fare subito santo Giovanni Paolo II, tutte le sere, dalla televisione, si affacciano nel salotto di casa mia a chiedermi l'otto per mille, le campane suonavano ovunque domenica scorsa e suoneranno ancora domenica prossima... ma qualcosa non ha funzionato e loro se ne sono già accorti, giuraci!
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Nell'immensa cinta muraria posta a difesa dell'arroganza e della sopraffazione c'era una porticina socchiusa (quella del diritto) che un uomo da solo (studioso e preparato ma pur sempre un semplice uomo), ha aperto come chiunque altro avrebbe potuto fare. Hanno provato a chiuderla ma poi hanno ceduto perchè non c'erano regole da opporre: nessuno mai avrebbe pensato che potesse essere così facile e giuridicamente ineccepibile che da un paesino del mondo saltasse fuori un uomo così cocciuto e fastidioso!
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E ora? Ora si devono difendere con armi VERE che non hanno. Bel grattacapo!!!!! Proveranno a confezionare 3 "gloria" e 4 "pater" a difesa della loro "inconfutabile" ragione storica... ma non basterà perchè qual "campo di battaglia" che era difficile raggiungere, una volta raggiunto, non lo consente! Complimenti Luigi! La tua è stata una "scoperta dell'america" ma il tuo merito sta proprio nel fatto che nessuno aveva mai pensato che potesse essere così facile scoprirla...
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Continuassero a far finta di niente, fra poco tuoneranno e sarà uno spettacolo teatrale indimenticabile! Io (e milioni di altre persone) sto già in prima fila, grazie per il biglietto d'ingresso.
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Giancarlo Tranfo
www.Yeshua.it
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Riferimento:
"La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù"
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Nella foto, il Prof. Giancarlo Tranfo

 

Può la salvezza derivare dal sacrificio di un debole?

di Sergio Martella
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È successo ancora. Jennifer, una giovane vittima di violenza da parte del solito amico, fidanzato, marito, amante. Queste categorie sembrano essere una potenziale minaccia nella vita di una donna: già Avvenimenti (25/06/1997)* pubblicava il resoconto di Telefono Rosa secondo il quale l’89% delle violenze denunciate dalle donne provengono dai compagni con i quali intrattengono relazione. Nessuno tuttavia coglie il senso più sconcertante di questo dato: perché la violenza non è opera di un estraneo, ma di un soggetto che è stato vagliato e in precedenza accolto dalla donna stessa? La Bella e la Bestia, King Kong, il Drago e la fanciulla prigioniera… quale maledizione incatena la giovane donna ad un destino preordinato di violenza? Suggerisco di rileggere le favole – se non si vuole affrontare lo studio della psicoanalisi (consiglierei: E. Neumann, La psicologia del femminile, Astrolabio) – perché anche le favole insegnano che la componente masochista nella persona è l’inevitabile effetto di un affetto sadico nell’educazione familiare. La letteratura spontanea riporta il ruolo della strega, della matrigna e della dormiente avvelenata, la figlia infelice, spesso destinata a dover morire per risorgere a causa dell’invidia materna. Una educazione fondata sul peccato, sull’esproprio della sessualità, sul sacrificio del figlio genera inevitabilmente nei giovani una pari disposizione all’autodistruttività.
È ora di fare delle serie riflessioni, anche sugli organi di informazione, perché l’insopportabile responsabilità della crudeltà negli eventi di cronaca ricade sulla coscienza di ciascuno. Non si può tacere con omertà ed omissioni. Bisogna riflettere innanzitutto sul ruolo della famiglia e dell’educazione religiosa improntata ad esaltare il ruolo salvifico della morte del figlio. Può la salvezza derivare dal sacrificio di un debole? Non l’assenza di questi valori, ma la loro egemonia nell’educazione dei giovani genera una realtà di violenza e disgrazie.
Fa riflettere soprattutto il discutibile gesto della madre di Jennifer che non esita ad ostentare il corpicino di un bimbo, l’ennesimo, mai nato all’amore vero dell’uomo.
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Sergio Martella
sergio.martella@alice.it
tel. 049774225 – mobile 3283841536
www.arte-e-psiche.com
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Nella foto, lo psicoterapeuta Sergio Martella

martedì, maggio 16, 2006

 

Monsignore aggredisce polizia in luogo di prostituzione maschile

ROMA - Brutta avventura per un monsignore della Segreteria di Stato, che abita in Vaticano nella Casa di Santa Marta, la residenza che ha ospitato i cardinali per la scorsa elezione del Papa. Il prelato era nella sua auto, nella zona di Roma tra Valle Giulia e Villa Borghese, in attesa di incontrare uno dei trans o dei ragazzi gay che stazionano di notte in quella zona per prostituirsi. Quando e' stato fermato dai poliziotti ha tentato la fuga tamponando tre vetture. Il monsignore ha reagito picchiando gli agenti che sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso ed e' stato denunciato. Alla fine il prelato si e' giustificato affermando che stava attendendo solo maggiorenni e non minorenni. (Agr) 13.05.06

lunedì, maggio 08, 2006

 

Cristo è esistito? Se la Chiesa possiede una prova la esibisca all’umanità

Dateci una prova storica ammissibile. “Sto-ri-ca”!
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di Ennio Montesi
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Luigi Cascioli, Giovanni di Gamala, Dan Brown e Maria di Magdala: che relazione hanno tra loro? La relazione è Gesù Cristo. Se Cristo non è mai esistito, come asserisce e dimostra in maniera storica il Cascioli, non è colpa di Cascioli al quale dobbiamo essere grati per averci aperto gli occhi. La colpa dell’invenzione spudorata di questo Cristo è di altri. Chi ha inventato questa favola? Cribbio, la Chiesa! La Chiesa dice che Cristo è esistito in carne ed ossa? Bene, nessun problema, è sufficiente che la Chiesa esibisca una prova “sto-ri-ca” ammissibile che Cristo è esistito. La prova - sia detto per inciso - deve essere “sto-ri-ca” e non di catechismo. Se così fosse sarebbe capace anche il mio lattaio a inventarsi che so il personaggio Crasto o Crosta e dire che è un personaggio esistito nato in un pollaio e costruirci attorno la sua religione e magari mettersi un lungo cappello in testa e diventare colui che fa da ponte a Crosta.
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Suvvia, possibile che i preti del Vaticano padroni assoluti della verità e dell’amore, detentori del bene e custodi della saggezza non abbiano una piccola miserabile prova (ma anche piccolissima) di Cristo? Come si fa a pensare che dietro a questo Cristo ci sia tutta una bufala millenaria campata in aria? Mi rifiuto di pensarlo. Suvvia, ce la menano in lungo e in largo, in dritto e in rovescio la storiella di Gesù. Ebbene, che male c’è a chiedere proprio a loro, ai preti, chiedere una volta per tutte ai signori ministri della Chiesa di darcene prova? Se c’è la prova “sto-ri-ca” tanto di cappello, ma se non c’è questa prova “sto-ri-ca” a cosa serve allora perdere tempo e soldi a battezzarsi, a fare comunioni, cresime, confessarsi, penitenze e le altre cosette di cui i preti vanno a nozze? Se non esiste questa prova “sto-ri-ca” meglio impiegare il proprio tempo in passeggiate, leggere, scrivere poesie, divertirsi, lavorare, fare sesso senza l’ansia che ci aspetti un brutto tizio peloso con le corna in testa, la coda unta e l’alito puzzolente come una capra, il forcone in mano affinchè ci tormenti per l’eternità, solo perché l’attraente vicina di casa ce l’ha data contenta e felice. Ovvio che si potrebbe vivere in una società migliore, in un mondo sereno senza l’oppressione del peccato. Questa del peccato poi, che sia un’altra bufala? Cristo, non essendo esistito, non morì su nessuna croce e, ahimè, non risorse, e quindi non riscattò il peccato originale. Maria non partorì alcun Gesù. E forse finalmente Maria rimase vergine, anche se il vangelo (Matteo 12, 47-50; Matteo 13, 55-56) dice che Maria ebbe altri figli maschi e femmine, però via chiudiamo un occhio, non stiamo a guardare il pelo. E’ certo che le fabbriche di crocifissi falliranno, ma potranno riconvertire facilmente l’attività producendo portachiavi di Topo Gigio made in Italy di cui pare che ci sia una forte richiesta in Cina.
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Quando un vigile chiede le generalità non basta dire io sono Ennio Montesi, ma il vigile, giustamente, esige un documento, cioè una prova. E noi esibiamo il documento. Il vigile esamina e poi dice, ok, può andare. E tutto ha un senso.
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Se la Chiesa sbandiera Cristo che è esistito e pretende che lo si insegni pure a scuola ai ragazzi, accanto a Giulio Cesare, Garibaldi e Mussolini e non esibisce la prova “sto-ri-ca” ammissibile di quanto afferma viene spontaneo non crederci. In aggiunta, colpo di scena, lo studioso Cascioli afferma e di-mo-stra che “Cristo non è esistito”, ma è stato costruito a tavolino sulla persona di Giovanni di Gamala, degli Asmonei, discendenti della stirpe di Davide. Che cosa devo pensare? Che cosa devono chiedersi tutti quelli che sono stati dietro a Cristo, a volte spendendo tutta una vita, senza avere mai chiesto una prova “sto-ri-ca”? Un cristiano sprovveduto potrebbe subito staccare la spina dal cervello dicendosi “io ho la fede e quella mi basta, credo in Cristo anche se la Chiesa non mi fa vedere le prove”. Tutti sappiamo che è un’affermazione che fa sorridere anche il più sprovveduto. Un’affermazione superficiale e comune a tanti italioti che non conoscono i dogmi che mantengono in vita l’impalcatura di sabbia della dottrina cristiano-cattolica.
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L’italiano Lorenzo Valla (1407-1457) mise in discussione la versione latina dei vangeli, confutandola con il testo greco e tolse legittimità al potere temporale della Chiesa, dimostrando che la Donazione di Costantino (il documento secondo il quale l’imperatore aveva concesso al papato la sovranità sui territori di Roma e dell’Italia) era un falso dell’VIII-IX secolo.
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L’italiano Luigi Cascioli (1934 – www.luigicascioli.it ) con il libro-denuncia “La favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesùoggi nel 2006 d.n.e. (dopo la nostra era) toglie legittimità al potere spirituale della Chiesa. Per sempre.
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Ennio Montesi
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Nella foto, lo scrittore Ennio Montesi

 

Un cardinale vuole portare in tribunale il "Codice Da Vinci"


CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - A pochi giorni dall'uscita del film "Il Codice Da Vinci", ispirato al romanzo di Dan Brown, il cardinale nigeriano Francis Arinze ritiene che i cristiani debbano reagire al libro e al film portando in tribunale coloro che, a suo parere, offendono il Cristo e la Chiesa. Dieci giorni fa, un altro cardinale, Angelo Amato, numero due della Congregazione per la dottrina della fede, aveva fatto appello al boicottaggio del film. "I cristiani non devono restare con le mani in mano contentandosi di perdonare e dimenticare", ha dichiarato il cardinale Arinze nel documentario "The Da Vinci Code: a masterful deception", realizzato dal cineasta Mario Biasetti per Rome Reports, agenzia televisiva internazionale cattolica specializzata in questioni religiose. "A volte, è nostro dovere fare qualche cosa di concreto. Non sarò io a dire a tutti i cristiani quello che devono fare, ma esistono mezzi legali per ottenere che alcuni rispettino i diritti di altri", ha detto il prelato, senza precisare a quali soluzioni legali facesse riferimento. "Questo è uno dei diritti umani fondamentali: devono rispettarci, rispettare il nostro credo religioso e devono rispettare il nostro fondatore, Gesù Cristo", ha proseguito. Il documentario sarà distribuito a Roma poco prima dell'uscita del film al Festival di Cannes, il 17 maggio, ma Reuters ha ottenuto la trascrizione delle dichiarazioni del cardinale. Il libro, di cui sono stati venduti più di 40 milioni di esemplari nel mondo, descrive una inchiesta internazionale che ruota intorno ai segreti della vita di Gesù che una società clandestina cerca di dissimulare da secoli. Parte dall'ipotesi che Gesù avrebbe sposato la peccatrice Maria Maddalena, avendone una discendenza segreta. 07.05.06
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Nella foto, il romanziere Dan Brown

domenica, maggio 07, 2006

 

Interrogativo originato da “Il Codice da Vinci”


Maria di Magdala si sposò o no con Gesù?
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di Luigi Cascioli
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Per rispondere alla domanda che oggi tutti si pongono, dopo aver letto “Il Codice da Vinci” di Dan Brown, cioè se Maria di Magdala si sposò o no con Gesù bisogna soffermarci a considerare altre due persone: Lazzaro e Menahem che risultano essere coinvolte in questo matrimonio sia dai Testi Sacri che dai libri storici.
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Testi Sacri
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Nei vangeli si legge che Gesù era il maestro di una squadra formata da dodici discepoli, che Maria di Magdala era colei che a Betania gli aveva lavato i piedi e che Lazzaro era fratello di Maria di Magdala, nonché figlio di Giairo. Vedi miracolo della resurrezione (Mt. 9,18- Mc. 5,11– Lc. 8,4 – Gv. 11). Per capire la paternità attribuita a Giairo basta considerare che tutti e quattro i racconti, anche se cambiano in alcuni particolari, si riferiscono sempre e comunque alla stessa persona, cioè a Lazzaro.
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Testi storici
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Dai testi storici risulta che Gesù è stato costruito sulla figura di Giovanni, figlio primogenito di Giuda il Galileo e capo di una banda di rivoluzionari (Bohanerges). Da Giuseppe Flavio veniamo inoltre a sapere che Lazzaro, figlio di Giairo, era legato da vincoli di parentela con Menahem, figlio di Giuda il Galileo (Guerra giudaica).Sarà da questa parentela di cui ci parla Giuseppe Flavio, che potremo, oltre che confermare l’esistenza del matrimonio, trarre anche un’ulteriore prova della non esistenza storica di Gesù, parentela che risulterebbe incomprensibile se lo sposo fosse veramente figlio di Giuseppe e non di Giuda il Galileo come risulta dalle innumerevoli affermazioni che ci vengono dai testi storici. Menahem e Lazzaro, quali fratelli dei due coniugi, l’uno dell’uomo e l’altro della donna, ci confermano con la loro parentela di cognati che il matrimonio esisteva e che lo sposo era il primogenito di Giuda il Galileo. Che Gesù, alias Giovanni di Gamala, fosse marito di Maria di Magdala ci viene ancora confermato da altri documenti che si riferiscono a quella banda dei Bohanerges che i falsari hanno trasformato in una squadra di discepoli predicatori di pace: dal vangelo di Filippo ritrovato in Egitto nel 1945 durante le ricerche archeologiche: “Maria, che era la consorte del Signore, andava sempre con lui. Il Signore amava Maria di Magdala più degli altri discepoli e spesso la baciava davanti a tutti sulla bocca”.
Nel papiro 8502 di Berlino, detto vangelo di Maria, si parla della gelosia e del risentimento che gli altri discepoli, e soprattutto Simone, provavano per la predilezione che il Signore riservava a Maria: “Ha forse il Signore parlato in segreto alla sua donna prima che a noi senza farlo apertamente? (è Simone, altro figlio di Giuda il Galileo, che parla) Ci dobbiamo umiliare tutti e sottoporci a lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?
Dal vangelo copto viene riportata un’altra contestazione di Pietro contro Maria di Magdala: “Simone, detto Pietro, disse agli altri accoliti: «Maria deve andare via da noi perché le femmine non sono degne della vita» e il Signore, avendolo sentito, si rivolse a loro dicendo: «Ecco, io la guiderò da farne un maschio, affinché diventi una combattente come noi».
Soltanto il disprezzo che dimostra Simone verso le donne dicendo che non sono degne di vita, sarebbe già di per sé sufficiente per dimostrare che abbiamo davanti una banda di rivoltosi giudaici seguaci delle leggi Mosaiche nella forma più estremista.
«A questo punto, penso che non sia troppo avventato supporre che tra i presenti a quella cena di Pasqua che precedette la rivolta, ci fosse anche lei, Maria di Magdala, quale moglie di Giovanni di Gamala e membro attivo combattente della banda dei Bohanerghes». (Dal libro “Favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”, Cap.12, uscito il primo gennaio del 2002 quando ancora nessuno aveva scoperto che nell’ultima cena di Leonardo da Vinci si nascondesse il volto di una donna in quello del discepolo Giovanni, discepolo che, in realtà, non c’era, non poteva esserci, perché il vero apostolo amato da Gesù era Lazzaro. Ma questo fa parte di un altro capitolo).
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Sperando di essere stato utile per la risoluzione dei principali interrogativi che sono sorti in seguito alla pubblicazione del libro “Il Codice da Vinci”, cordialmente saluto amici e nemici, intelligenti ed imbecilli. Dedico questo documento a tutti i miei sostenitori perché si rafforzi in loro la determinazione a combattere l’oscurantismo della “Corruttrice Eterna”.
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Luigi Cascioli
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Riferimenti:
Informazioni, interviste, conferenze:
Axteismo, Movimento Internazionale di Libero Pensiero
tel. +39 3393188116

sabato, maggio 06, 2006

 

Cristo fu inventato sulla persona di Giovanni di Gamala

La denuncia contro la Chiesa Cattolica nella persona di un parroco è in esame al Tribunale dei Diritti Umani
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STRASBURGO – “Gesù Cristo non è esistito, ma è stato inventato dalla Chiesa ed è un personaggio di pura fantasia come lo sono i personaggi delle favole.” E’ quanto afferma Luigi Cascioli lo studioso, ex seminarista, autore del libro-denuncia “La favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”. Secondo lo studioso i fatti presentati come veri dalle Sacre Scritture sono in realtà dei falsi. Primi fra questi quelli inerenti la figura di Gesù detto il Cristo che è stata costruita sulla persona di Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo della Casta degli Asmonei, sedicenti discendenti della stirpe di Davide.
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I fatti. Don Enrico Righi, parroco-rettore della ex diocesi di Bagnoregio (Viterbo), scrisse in un giornale che Gesù nacque da Maria e Giuseppe e visse in carne ed ossa. Cascioli, in base a questa dichiarazione, l’11 settembre 2002 sporse querela contro la Chiesa Cattolica, nella persona di don Righi, per abuso della credulità popolare (Art. 661 C.P.) e sostituzione di persona (Art. 494 C.P.). Il 27 gennaio 2006 il Tribunale di Viterbo archiviò il caso benchè il prete non portò alcuna prova ammissibile dell’esistenza di Cristo. Da marzo 2006 gli avvocati di diritto internazionale Giovanni Di Stefano e Domenico Marinelli dello Studio Legale Internazionale di Roma si occupano del caso Cascioli, dopo essersi occupati di casi importantissimi: Saddam Hussein, Kennedy, Lady Diana, George W. Bush, Roberto Calvi Banco Ambrosiano, Milosevich,Tariq Aziz, Telekom Serbia. Il 18 marzo 2006 Cascioli ricorre al Tribunale dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo: la pratica N. 14910/06 della “non esistenza di Cristo” è ora in fase di esame. “Ripongo molta fiducia nel Trubunale dei Diritti Umani e nel mio avvocato Giovanni Di Stefano affinchè il processo venga finalmente aperto in Italia” commenta Cascioli. “Inutile che la Chiesa, il Vaticano si ostini a tacere; se possiede le prove concrete dell’esistenza storica di Cristo le esibisca all’umanità. Un paio di miliardi di persone che hanno seguito la dottrina indicata dalla Chiesa attendono una risposta. Chiara. Cristo è esistito oppure no? Se la Chiesa si ostina a tacere sull’esistenza di Gesù significa solo che non avendo prove concrete essa è ben consapevole e cosciente che Cristo è un personaggio di fantasia e quindi la Chiesa sta imbrogliando l’umanità nella consapevolezza di farlo.
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Cosa significa per il cristianesimo dimostrare che Cristo non è esistito? Commenta Cascioli: “Sarebbe la fine della Chiesa. Significa cancellare dogmi fondamentali sui quali si basa il cristianesimo e il cattolicesimo. Scomparendo la figura di Cristo uomo che sarebbe venuto sulla terra per riscattare il peccato Originale, la dottrina cristiano-cattolica crollerebbe all’istante. Le conseguenze immediate: scomparirebbe il sacramento dell’Eucarestia. Nessun prete potrà più dire: “Questo è il corpo di Cristo”, cioè il corpo di un personaggio mai esistito. Oltre che una dichiarazione ridicola e assurda diverrebbe una truffa perseguibile per legge in tutti i paesi, come per chiunque inventasse l’identità di una persona inesistente e la proponesse come vera. La Chiesa non potrà mai più avvalersi del dogma della Transustanziazione, cioè il vino e il pane che si trasformerebbero nel momento della consacrazione nel “sangue” e nel “corpo di Cristo”, cioè nel sangue e nel corpo di un personaggio mai esistito. Diverrebbe impensabile diffondere il dogma della Santa Trinità: Dio-Padre, Dio-Figlio e Dio-Spirito Santo dal momento che il Dio-Figlio risulterebbe essere un personaggio non esistito. E questi sono solo alcuni tra i tanti dogmi e assiomi della fede che andranno in pezzi sciogliendosi come neve al sole”. Si tratta di una denuncia contro la Chiesa Cattolica, sottolinea Cascioli: “La Chiesa sostiene un’impostura basata su falsi documenti, quali la Bibbia e i Vangeli”. Il romanzo “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown e il “Vangelo di Giuda” annunciato con clamore dalla rivista National Geographic che stanno creando guai alla Chiesa, cioè dubbi ai fedeli, sembrano inezie se paragonati al caso Cascioli il quale diverrebbe di planetaria dimensione. Gli studi di Cascioli con la dimostrazione della “non esistenza di Cristo” distruggono in un solo colpo e in pochi minuti la dottrina cristiano cattolica. Per evitare ciò la Chiesa dovrebbe esibire all’umanità prove storiche dell’esistenza di Cristo, prove inconfutabili, prove ammissibili concrete e non i soliti argomenti di teologia e catechismo.
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Riferimenti:
www.luigicascioli.it
www.studiolegaleinternazionale.com
http://nochiesa.blogspot.com
Informazioni, interviste, conferenze:
Axteismo, Movimento Internazionale di Libero Pensiero
axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116
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In foto: il cristologo Luigi Cascioli (con il cane) e l’avvocato Giovanni Di Stefano.
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comunicato stampa - da pubblicare e diffondere
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Christ fut inventé sur la personne de Jean de Gamala
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La dénonciation contre l’Eglise Catholique en la personne d’un curé est en examen au Tribunal des Droits de l’Homme
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STRASBOURG – « Jésus Christ n’a pas existé, mais il a été inventé par l ?Eglise et est un personnage de pure fantaisie comme le sont les personnages des fables. » C’est ce qu’affirme Luigi Cascioli le studieux, ex séminariste, auteur du livre-dénonciation « La Fable de Christ » - Irréfutable démonstration de la non existence de Jésus ». Selon le studieux les faits présentés comme vrais par les Saintes Ecritures sont en réalité des faux. Premiers parmi tous ceux concernant la figure de Jésus dit le Christ qui a été construite sur la personne de Jean de Gamala, fils de Judas le Galiléen de la Caste des Asmonéens, soi-disant descendants de la lignée de David.
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Les faits. Don Enrico Righi, curé-recteur de la ex diocèse de Bagnoregio (Viterbo), écrivit dans un journal que Jésus naquit de marie et de Joseph et vécut en chair et en os. Cascioli, sur la base de cette déclaration, le 11 septembre 2002 porte plainte contre l’Eglise catholique, en la personne de don Righi, pour abus de la crédulité populaire (art. 661 C.P.) et substitution de personne (art. 494 C.P.). Le 27 janvier 2006 le Tribunal de Viterbo mis aux archives l’affaire même si le prêtre ne porta aucune preuve admissible de l’existence de Christ. Depuis mars 2006 les avocats de droit international Giovanni Di Stefano et Domenico Marinelli du Studio légal International de Rome s’occupent de l’affaire Cascioli, après s’être occupés d’affaires de la plus grande importance : Saddam Hussein, Kennedy, Lady Diana, George W.Bush, Roberto Calvi Banco Ambrosiano, Milosevich, Tariq Aziz, Telekom Serbia. Le 8 mars 2006 Cascioli recours au Tribunal des Droits de l’Homme de Strasbourg : le dossier N. 14910/06 de la « non existence de Christ » est actuellement en examen. « Je donne beaucoup de confiance au Tribunal des Droits de l’Homme et à mon avocat Giovanni Di Stefano afin que le procès soit finalement ouvert en Italie » commente Cascioli. « Inutile que l’Eglise, le Vatican s’obstine à taire ; si elle possède les preuves concrètes de l’existence historique de Christ qu’elle les montre à l’humanité. Environ deux milliards de personnes qui ont suivi la doctrine indiquée par l’Eglise attendent une réponse. Laire. Christ a-t-il existé ou bien non ? Si l’Eglise s’obstine à taire sur l’existence de Jésus cela signifie seulement que n’ayant pas des preuves concrètes elle est bien consciente que Christ est un personnage de fantaisie et donc que l’Eglise est en train de tromper l’humanité consciente de le faire. »
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Qu’est-ce que cela signifie pour le christianisme démontrer que Christ n’a pas existé ? Commente Cascioli : « Ce serait la fin de l’Eglise. Cela signifie effacer des dogmes fondamentaux sur lesquels se base le christianisme et le catholicisme. En disparaissant la figure de Christ homme qui serait venu sur la terre pour racheter le péché Originel, la doctrine chrétienne – catholique s’écroulerait à l’instant même. Les conséquences immédiates : le sacrement de l’Eucharistie disparaîtrait . Aucun prêtre ne pourra plus dire : «Ceci est le corps du Christ », c’est-à-dire le corps d’un personnage qui n’a jamais existé. En plus d’une déclaration ridicule et absurde ceci deviendrai une escroquerie poursuivie par la loi dans tous les pays, comme pour quiconque invente l’identité d’une personne inexistante et la propose comme vraie. L’Eglise ne pourra jamais plus se servir du dogme de la Transsubstantiation, c’est-à-dire le vin et le pain qui se transformeraient au moment de la consécration en le « sang » et en le « corps du Christ », c’est-à-dire en le sang et en le corps d’un personnage n’ayant jamais existé. Cela deviendrait impensable que de diffuser le dogme de la Sacrée Trinité : Dieu-père, Dieu-Fils et Dieu- Saint Esprit puisque le Dieu-Fils résulterait être un personnage n’ayant jamais existé. Et cela sont seulement certains parmi les nombreux dogmes et axiomes de la foi qui tomberont en morceaux en se dissipant comme la neige sous le soleil ». Il s’agit d’une dénonciation contre l’Eglise Catholique, souligne Cascioli : «L’Eglise soutient une imposture basée sur de faux documents, comme la Bible et les Evangiles». Le roman «Le code Da Vinci » di Dan Brown et l’«Evangile de Judas » annoncé avec clameur par le magazine National Geographic qui sont en train de créer tant de difficultés à l’Eglise, c’est-à-dire doutes aux fidèles, semblent des bagatelles si comparés à l’affaire Cascioli lequel deviendrai de dimension planétaire. Les études de Cascioli avec la démonstration de la « non existence de Christ » détruisent en un seul coup et en peu de minutes la doctrine chrétienne – catholique. Pour éviter cela l’Eglise devrait montrer à l’humanité des preuves historiques de l’existence de Christ, preuves irréfutables, preuves admissibles concrètes et non les usuels arguments de théologie et de catéchisme.
Axteismo, Mouvement International de Libre Penseé
axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116
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lunedì, maggio 01, 2006

 

Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli


“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.
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Joseph Pulitzer (1847-1911)
Fondatore Premio Pulitzer
www.pulitzer.org

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