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lunedì, novembre 29, 2010

 

Luis Miguel Rocha – LA SANTA VERITÀ – Cavallo di Ferro Edizioni

La notte dell’elezione al Trono di Pietro, Benedetto XVI, come ogni Papa prima di lui, ha ricevuto un antico documento. Tra­smesso solo dopo l’incoronazione, questo do cu mento è la prima cosa che un Papa legge, e custodisce il se greto più scottante del la Chiesa Cattolica. Un segreto da preservare ad ogni costo. Un misterioso Vangelo, conservato da un milionario israeliano a Londra, potrebbe però essere la chiave per capire cosa con tiene il documento. E secondo al cune vo ci, i Rotoli del Mar Morto, trovati per caso da un pastore nel 1947, sarebbero un falso per occultare questa scioccante verità. Rafael, sacerdote dei servizi se greti vaticani, viene inviato a in­dagare ed entra in possesso di pro ve che potrebbero implicare la sua amica Sarah Monteiro, la giornalista inglese che sa già troppo sui se greti della Chiesa. Il mondo sta per conoscere le rivelazioni contenute nel documento segreto del Papa? O il Vaticano riuscirà a mettere tutto a tacere per sempre?

«State in guardia al Vaticano!

Questo è un libro assolutamente imperdibile!»

Eric Frattini, autore de L’Entità

SCHEDA DEL LIBRO:

Titolo: La Santa Verità

Autore: Luis Miguel Rocha

Editore: Cavallo di Ferro

Traduzione: Luca Quadrio

Pagg. 480

Prezzo: 19,00 euro

ISBN: 9788879070829

Riferimenti:

www.cavallodiferro.it/catalog/title/?cmd=ext&title_id=98

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giovedì, novembre 25, 2010

 

ENNIO MONTESI: SIMBOLO CRIMINALE DEL CROCIFISSO


«Il simbolo criminale del crocifisso non lo accetto,

e mai lo accetterò.

Come nessuno può imporre

il simbolo criminale della svastica nazista,

ancora di più e a maggior ragione,

nessuno può imporre

il simbolo criminale del crocifisso.»

Ennio Montesi

Documento di richiesta asilo politico alla Svezia,

23 Novembre 2010.

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mercoledì, novembre 24, 2010

 

MONTESI: CHIEDO ASILO POLITICO ALLA SVEZIA POICHÉ L’ITALIA IMPONE IL CROCIFISSO

Lo scrittore Ennio Montesi si rivolge al primo ministro svedese poiché discriminato dal Governo italiano

Roma – «Chiedo asilo politico al Governo della Svezia per gravi discriminazioni e persecuzioni religiose-politiche di presunta matrice razzista cattolica-fascista contro la mia persona, da parte del Governo Italiano». È quanto si legge nella richiesta di asilo politico che lo scrittore Ennio Montesi, ha inoltrato il 23.11.2010 a Fredrik Reinfeldt, primo ministro del Governo svedese a Stoccolma, a Ruth Jacoby, ambasciatore di Svezia a Roma e per conoscenza a José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione Europea di Bruxelles, a Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, a Jean-Claude Trichet, presidente della BCE, Banca Centrale Europea di Francoforte e a Ban Ki-moon. segretario generale della Nazioni Unite di New York. Ennio Montesi, autore dell’ultimo libro Racconti per non impazzire” Mursia Editore, incalza nel dettagliato documento: «Il simbolo religioso-politico e di morte del “crocifisso” della religione o setta Cristiano-cattolica è affisso sulle pareti interne di molti edifici preposti a strutture pubbliche appartenenti o in uso allo Stato Italiano. Di conseguenza il Governo Italiano mi impone di fatto, poiché non viene rimosso, tale simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano, simbolo con il quale non mi identifico e tanto meno mi identifico in tali organizzazioni religiose o congreghe non essendo io suddito della setta fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e non essendo io cittadino dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano, ed essendo io sbattezzato.». Il caso ebbe inizio a seguito dell’imposizione del crocifisso che fu imposto a Montesi il 16/09/2010 data in cui venne ricoverato per alcuni giorni presso il reparto di chirurgia generale dell’Ospedale di Jesi, in viale della Vittoria, facente parte della Azienda Sanitaria Unica Regionale n. 5. In quella circostanza Montesi chiese la rimozione del crocifisso dalla propria stanza ma il simbolo non venne rimosso. In seguito Montesi presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Ancona, al Tribunale per i Diritti del Malato e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nella richiesta di asilo politico Montesi segnala l'incostituzionalità dell’articolo 7 della Costituzione Italiana, segnala che lo Stato Italiano regala ogni anno 9.000 (novemila) milioni di euro al Vaticano, segnala l’operato della banca offshore vaticana IOR, Istituto Opere Religiose, invitando la BCE, Banca Centrale Europea, ad aprire inchieste informative. Segnala che tutti i Governi italiani sono di matrice filo-cattolica, affiliati e asserviti alla congrega della Chiesa cattolica e che sono politicamente concussi con lo Stato straniero del Vaticano. Segnala che quasi tutti i ministri italiani piuttosto che fare gli interessi dei propri cittadini italiani preferiscono spesso esaudire, probabilmente, i voleri e le richieste delle gerarchie sacerdotali del Vaticano e che di conseguenza quasi tutti i ministri italiani dovrebbero essere probabilmente accusati e incriminati per alto tradimento alla Costituzione della Repubblica Italiana sulla quale hanno giurato fedeltà, mentre al contrario probabilmente prendono ordini e obbediscono ai voleri e alle richieste delle gerarchie vaticane. «Il simbolo criminale del crocifisso non lo accetto e mai lo accetterò» conclude Montesi. «Come nessuno può imporre il simbolo criminale della svastica nazista, ancora di più e a maggior ragione nessuno può imporre il simbolo criminale del crocifisso». Secondo Montesi lo Stato Italiano e i Governi italiani violerebbero uno tra i principali e fondamentali diritti inviolabili dei cittadini e non rispetterebbero uno dei parametri di democrazia e di libertà essenziali ed indispensabili affinché l’Italia appartenga, e possa continuare ad appartenere, agli Stati membri dell’Unione Europea.

Richiesta di Asilo politico al Governo della Svezia poiché il Governo Italiano mi impone il simbolo religioso-politico del “crocifisso”

Fredrik Reinfeldt

Prime Minister

Government of Sweden

Rosenbad 4

SE-103 33 Stockholm – Svezia

Ruth Jacoby

Ambasciatore

Ambasciata di Svezia

Piazza Rio de Janeiro 3

00161 Roma – Italia

José Manuel Durão Barroso

President

European Commission

Commissione Europea

Rue de la Loi 175

B-1048 Bruxelles – Belgio

Thorbjørn Jagland

Secretary General

Concil of Europe Human Rights

Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo

Avenue de l’Europe

67075 Strasbourg Cedex – Francia

Jean-Claude Trichet

President

ECB – The European Central Bank

BCE – Banca Centrale Europea

Eurotower

Kaiserstrasse 29

60311 Frankfurt am Main – Germania

Ban Ki-moon

UN Secretary-General

United Nations – Headquarters

Nazioni Unite

760 United Nations Plaza

New York, NY 10017 – USA

Io sottoscritto Ennio Montesi, cittadino italiano, chiedo asilo politico al Governo della Svezia per gravi discriminazioni e persecuzioni religiose-politiche di presunta matrice razzista cattolica-fascista contro la mia persona, da parte del Governo Italiano.

Espongo quanto segue. Il simbolo religioso-politico e di morte del “crocifisso” della religione o setta Cristiano-cattolica è affisso sulle pareti interne di molti edifici preposti a strutture pubbliche appartenenti o in uso allo Stato Italiano. Di conseguenza il Governo Italiano mi impone di fatto, poiché non viene rimosso, tale simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, nella fattispecie simbolo religioso e politico dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano, simbolo con il quale non mi identifico e tanto meno mi identifico in tali organizzazioni religiose o congreghe non essendo io suddito della setta fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e non essendo io cittadino dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano, ed essendo io sbattezzato. Lo sbattezzo ai sensi dell’art.7 del D.L. n. 196/2003 conferisce la cancellazione dalla Chiesa cattolica.

Lo Stato Italiano, benché nella propria Carta Costituzionale si dichiari “Laico” non lo è. Purtroppo, lo Stato Italiano risulta essere di fatto uno Stato Teocratico di inaudito fondamentalismo religioso cattolico, poiché mi impone con arroganza e violenza alla mia visuale il simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso esposto sulle pareti interne delle strutture pubbliche presenti sul territorio dello Stato Italiano come: Scuole elementari, Scuole medie inferiori, Scuole medie superiori, Università statali, Asili nido statali, Scuole materne statali, Ospedali pubblici, Aziende sanitarie, Distretti sanitari, Consultori, Amministrazioni Comunali, Amministrazioni Provinciali, Amministrazioni Regionali, Associazioni di Comuni, Tribunali, Camere di Commercio, Agenzie delle Entrate, Prefetture, Preture, Caserme, Comunità montane e altre strutture pubbliche appartenenti o riconducibili allo Stato Italiano.

L’ultima imposizione forzata e arrogante del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso che mi è stata imposta dallo Stato Italiano e dal Governo Italiano verso la mia persona risale al 16/09/2010 data in cui sono stato ricoverato per alcuni giorni presso il reparto di chirurgia generale dell’Ospedale pubblico italiano di Jesi (Ancona), in viale della Vittoria, facente parte della Azienda Sanitaria Unica Regionale n. 5. In quella circostanza nella mia camera di ospedale era affisso il crocifisso e nonostante le mie varie richieste verbali e scritte inoltrate alla direzione di presidio ospedaliero, il crocifisso non è stato rimosso. Di conseguenza ho inoltrato un dettagliato esposto, illustrando i gravi fatti discriminatori e di razzismo perpetrati a mio danno, alle seguenti autorità italiane: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, Tribunale per i Diritti del Malato di Ancona e al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (vedere documento allegato).

Qualsiasi decisione prenderanno tali autorità italiane, sottolineo che esse non hanno alcun potere, e probabilmente non hanno la volontà di fare rimuovere il crocifisso né dall’ospedale pubblico in oggetto, né tanto meno da tutte le altre strutture pubbliche italiane. Di conseguenza, tutti i giorni dell’anno, ininterrottamente, mi è imposto il crocifisso in tutte le strutture pubbliche dello Stato Italiano, là dove il simbolo è affisso, e mi risulta impossibile evitarlo. Infatti, per evitare il crocifisso dovrei non frequentare più, e nemmeno avvalermi più per nessun motivo e per sempre, di tutte le strutture pubbliche esistenti nello Stato Italiano e ciò sarebbe oltre che impossibile ed utopistico anche discriminante e ghettizzante poiché tutti gli elementi a corredo della mia vita sociale, pubblica, politica, culturale, diritti, doveri, lavorativa, salute, intellettuale, democratica, liberale e di altra natura sarebbero totalmente distrutti e annientati.

L’imposizione forzata del simbolo religioso-politico del crocifisso, che non mi rappresenta, offende e limita la mia libertà di pensiero e di cittadino italiano ed europeo, e in ogni istante mi ricorda che la sovranità nazionale italiana è limitata per essere stata parzialmente o, completamente ceduta, alla setta religiosa fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e allo Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano.

L’imposizione forzata del simbolo religioso-politico del crocifisso lede i miei diritti principali e inviolabili di cittadino, limitando la mia libertà, e di fatto mi discrimina sia per la libertà di religione, sia per la libertà politica, sia per la libertà di pensiero, sia per la libertà di razza in quanto non appartengo e non voglio appartenere alla “superiore razza cristiana-cattolica” la quale razza impone con arroganza – grazie al tacito consenso e all’indifferenza dei Governi italiani – il proprio simbolo religioso-politico del crocifisso ledendo i miei principali e inviolabili diritti di libero cittadino e di libero pensatore e quindi perseguitando la mia persona anche e soprattutto politicamente e socialmente.

Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, sostengo di aver subito, e di continuare a subire ogni giorno, una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.

Chiedo pertanto asilo politico al Governo della Svezia a tutela e a salvaguardia della mia persona e della mia famiglia. Chiedo ufficialmente ai gentili Fredrik Reinfeldt, primo ministro del Governo svedese e a Ruth Jacoby, ambasciatore presso l’Ambasciata di Svezia a Roma che vengano attivate le procedure per rendere operativa la richiesta.

Invio questa istanza, per conoscenza, anche alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo, alla BCE, Banca Centrale Europea e alle Nazioni Unite affinché sappiano e apprendano con chiarezza – sperando che aprano inchieste informative – che in Italia il Principio Supremo di Laicità dello Stato è gravemente violato e che i cittadini come me vengono discriminati ogni giorno in maniera razzista e di fatto la mia persona, come tutti i cittadini italiani, è spesso considerata non come libero cittadino e libero pensatore, ma bensì come suddito sottomesso al quale si impone la genuflessione e la sottomissione arrogante, terroristica e fondamentalista verso il simbolo religioso-politico del crocifisso della “superiore razza religiosa e politica cattolica-fascista” anche se con tale simbolo, con tale religione-politica e con tale “superiore razza” io non voglio nulla avere a che fare.

Lo Stato Italiano e i Governi italiani stanno violando uno tra i principali e fondamentali diritti inviolabili dei cittadini e quindi di fatto non stanno rispettando uno dei parametri di democrazia e di libertà fondamentali ed indispensabili affinché l’Italia appartenga, e possa continuare ad appartenere, agli Stati membri dell’Unione Europea.

È mio intento inoltre che attraverso questa richiesta di asilo politico, tutti i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione Europea ed i vari organi della Commissione Europea, del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo, della BCE, Banca Centrale Europea e delle Nazioni Unite, sappiano e apprendano con chiarezza che i vari Parlamenti italiani e Governi italiani – di qualsiasi schieramento politico essi siano – non sono mai stati in grado nel passato, come non sono in grado nel presente di difendere il Diritto Supremo di Laicità e non sono quindi neanche in grado di tutelare e di difendere i propri cittadini italiani essendo tutti i Parlamenti italiani e tutti i Governi italiani, da sempre, succubi, genuflessi, sottomessi e alla mercé della politica dittatoriale terroristica delle gerarchie clericali e sottomessi ai voleri delle totalitarie politiche dello Stato straniero fondamentalista teocratico dittatoriale del Vaticano, la cui CEI, Conferenza Episcopale Italiana, cioè il Consiglio dei Ministri dello Stato del Vaticano, influenza in maniera profonda da sempre le elezioni politiche italiane, influenza i referendum popolari italiani, influenza i decreti legge italiani ed influenza spesso anche l’agenda politica e legislativa del povero sottomesso Consiglio dei Ministri italiano, dei poveri sottomessi Ministri italiani e dello stesso povero sottomesso Parlamento italiano. Di conseguenza il Vaticano influenza e domina a proprio piacimento le scelte e la vita di tutti i cittadini italiani. Tale gravissima e inaccettabile anomalia dello Stato Italiano – unico caso al mondo – è causata dallo scellerato Articolo 7 della Costituzione della Repubblica Italiana che riporto:

Art. 7

“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

Ora, basta leggere l’Articolo 7 con due piccole modifiche di esempio sostituendo a “Chiesa cattolica” la dicitura “Corea del Nord” per rimarcare e fare comprendere immediatamente a chiunque di quale gravissima incongruenza costituzionale nasconda e imponga con arroganza dittatoriale e violento fondamentalismo ai cittadini italiani:

“Lo Stato e la Corea del Nord sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Coreani. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

Che senso avrebbe? L’Articolo 7 è assolutamente incostituzionale, di matrice dittatoriale e al di fuori della democrazia e della libertà di quello che dovrebbe essere lo Stato democratico italiano. L’Articolo 7 dovrebbe essere cancellato dalla Costituzione Italiana se vogliamo lo Stato Italiano davvero libero e indipendente. Il prof. Piero Calamandrei, il principale padre costituente italiano, fu notevolmente contrario all’Articolo 7 della Costituzione e affermò con forza che accettandolo si sarebbe creato un “vulnus”, una lesione di un diritto e che l’Italia non sarebbe mai stata libera, ma sarebbe stata sempre alle dipendenze appunto dei dittatori gerarchi dello Stato straniero teocratico dittatoriale fondamentalista del Vaticano. E così è di fatto: il prof. Calamandrei aveva ragione.

Ecco perché il sottomesso Parlamento italiano e il sottomesso Governo italiano sono impotenti e indifesi dinanzi alla rimozione del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, come pure sono impotenti e indifesi su moltissimi altri gravissimi aspetti che tutelano e proteggono la dittatoriale casta sacerdotale cattolica-fascista della Chiesa cattolica, come ad esempio i faraonici finanziamenti regalati dall’Italia ai dittatori gerarchi dello Stato dittatoriale del Vaticano. A conferma di quanto sto asserendo basti sapere che lo Stato Italiano regala ogni anno l’esorbitante cifra di 9.000 (novemila) milioni di Euro allo Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano. La cifra di 9.000 (novemila) milioni di Euro regalati annualmente dall’Italia al Vaticano è stata calcolata in difetto.

Sarà certo facile alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo e soprattutto alla BCE, Banca Centrale Europea, aprire inchieste informative per sapere a quanto esattamente ammonti la cifra aggiornata e di quanti miliardi di Euro esattamente l’Italia regala al Vaticano ogni anno, del denaro pubblico di tutti i cittadini italiani. Si presume che l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea abbiano molto da dire e da rimarcare sul comportamento anomalo e bizzarro dell’Italia e sul fatto che vengano regalati 9.000 (novemila) milioni di Euro ogni anno, somma che potrebbe essere utilizzata dai Governi italiani per molte altre necessità impellenti, facendo invece, purtroppo, vergognosamente arricchire la dittatoriale casta sacerdotale cattolica-fascista e le gerarchie del già ricchissimo e faraonico Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano e Chiesa cattolica.

È deprecabile infatti che da un lato l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea, concedano con grande sforzo milioni di Euro all’Italia per aiutarla, mentre dall’altro lato l’Italia regali spudoratamente in maniera sconsiderata ed irresponsabile miliardi di Euro ai gerarchi cattolici-fascisti della setta religiosa Chiesa cattolica e Stato del Vaticano.

Segnalo inoltre e sottolineo in particolare modo alla BCE, Banca Centrale Europea che, all’interno dello Stato Italiano nel cuore della città di Roma, esattamente dentro le mura dello Stato del Vaticano ha sede la più grande banca offshore del mondo. Tale banca si chiama IOR, Istituto Opere Religiose, cioè la banca offshore che appartiene alle gerarchie del Vaticano, sulla quale banca offshore invito caldamente ad aprire approfondite e articolate inchieste finanziarie informative così che la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo e soprattutto la BCE, Banca Centrale Europea, focalizzino e capiscano bene della tipologia e della qualità delle transazioni bancarie internazionali messe in atto dallo IOR e dal Vaticano, transazioni torbide spesso coperte da mistero.

Sottolineo questo poiché i vari sottomessi e miserevoli Governi italiani, essendo impotenti, fingono probabilmente di non sapere e di non vedere l’operato dello IOR e del Vaticano. Dinanzi alla banca offshore del Vaticano IOR anche la povera e sottomessa Magistratura italiana probabilmente è impotente nell’agire. Affermo questo poiché quando l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea, decideranno di continuare a staccare assegni di milioni di Euro a favore e in aiuto all’Italia, lo facciano certamente, ma avendo la chiara consapevolezza di come agirà poi l’Italia sul fatto economico di regalare miliardi di Euro alle gerarchie del Vaticano.

Sottolineo che tutti i Governi italiani, qualsiasi sia il loro colore politico, sono di matrice cattolica o filo-cattolici, cioè affiliati, adepti e asserviti alla setta o congrega della Chiesa cattolica. Lo Stato Italiano ed i Governi italiani sono politicamente concussi con lo Stato straniero dittatoriale del Vaticano in maniera molta profonda e radicata. Quasi tutti i ministri italiani piuttosto che fare gli interessi dei propri cittadini italiani preferiscono spesso esaudire, probabilmente, i voleri e le richieste delle gerarchie sacerdotali del Vaticano. Di conseguenza, quasi tutti i ministri italiani dovrebbero essere probabilmente accusati e incriminati di alto tradimento alla Costituzione della Repubblica Italiana sulla quale hanno giurato fedeltà, mentre al contrario probabilmente prendono ordini e obbediscono ai voleri e alle richieste delle gerarchie cattoliche-fasciste dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano. Per altre nazioni europee e non solo europee questa gravissima situazione politica italiana sarebbe inconcepibile, aberrante e inaccettabile e diverrebbe un problema da risolvere con priorità assoluta su tutti gli altri problemi. Per i Governi italiani è cosa del tutto normale.

Tornando al simbolo religioso-politico del crocifisso, sottolineo che non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca la direzione di un ospedale pubblico italiano ad obbligare l’imposizione del crocifisso ad un paziente-cittadino ricoverato in ospedale durante la propria degenza e nemmeno esiste alcuna legge dello Stato Italiano che imponga il crocifisso ai propri cittadini all’interno delle altre strutture pubbliche italiane.

Il diritto di asilo che chiedo al Governo della Svezia è un diritto umano fondamentale definito all’Art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo come diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni, diritto di asilo invocabile in rispetto ai principi delle Nazioni Unite.

Piuttosto che accettare l’imposizione forzata, arrogante, discriminatoria, persecutoria e violenta alla mia visuale e alla mia persona del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, preferisco andare via dalla mia nazione e dalla mia patria poiché non accetto di essere perseguitato e discriminato. Ritengo di essere obbligato ad andarmene dalla mia Italia essendo purtroppo l’Italia di fatto una nazione colonizzata politicamente e sotto il fortissimo dominio della spietata terrorizzante dittatura e della politica fondamentalista delle gerarchie cattoliche-fasciste dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano che, grazie alla loro colonizzazione politica dell’Italia, possono continuare ad esigere ed ottenere immensi introiti finanziari e smisurato potere a discapito dei cittadini italiani.

Nessuno può imporre il “crocifisso” della Chiesa cattolica cioè di quella setta “malefica e perniciosa”, per usare le stesse parole di Svetonio, Tacito e Plinio il Giovane, eterna corruttrice e associazione oscurantista e sanguinaria portatrice di orrori e di morte. Chiesa che, nell’arco dei secoli, ha compiuto crociate, sterminando popoli, mettendo in atto genocidi efferati e crimini atroci contro l’Umanità in nome dei suoi Dei, del feticcio chiodato e di assurde superstizioni medievali. Milioni di uomini, donne e bambini sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, impalati, squartati, spellati vivi, fatti a pezzi, facendo carne di porco di intere popolazioni.

Il simbolo criminale del crocifisso non lo accetto, e mai lo accetterò. Come nessuno può imporre il simbolo criminale della svastica nazista, ancora di più e a maggior ragione, nessuno può imporre il simbolo criminale del crocifisso.

Con alta considerazione.

23 Novembre 2010


Ennio Montesi

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giovedì, novembre 18, 2010

 

IMAGINE: NESSUNA RELIGIONE

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